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I “cervelli in fuga”
Tornano in vacanza «Che bello ritrovare il paesaggio e il cibo»
Hanno lasciato l’Italia attratti da situazioni professionali più soddisfacenti: migliori stipendi, prospettive di carriera o di percorsi nella ricerca universitaria e scientifica che nel nostro Paese non avrebbero potuto realizzarsi. Li accomuna la soddisfazione per la scelta fatta: la maggioranza di loro non tornerebbe indietro, sono felici di vivere dove vivono , oltre i confini nazionali. Ma li accomuna anche l’amore per la Toscana, la terra che molti di loro ancora chiamano “casa”, in cui ricompaiono per le vacanze.
Vacanze che, però, non sono necessariamente in estate, nel periodo canonico delle vacanze degli italiani. Con le dovute eccezioni, i “cervelli/professionisti in fuga” non concepiscono come un obbligo il tornare in Toscana nei mesi estivi: le vacanze “a casa” possono essere fatte (e vengono fatte) anche in altri periodi dell’anno, ad esempio durante le vacanze di Pentecoste, o durante le vacanze d’autunno che sono un must per tanti popoli del Nord. Oppure per le feste tradizionali,come Natale e Pasqua. Per tutti, comunque, il ritorno “a casa” è il momento dei riti di sempre, dei piccoli piaceri, e della risaldatura dei rapporti familiari e d’amicizia.
«Quando torno a Viareggio la mia vita è molto diversa da quella che avevo quando l’ho lasciata, ora passo tutto il tempo vedendo persone», racconta Elena Guidi partita per l’Erasmus a Madrid due anni fa e rimasta nella capitale spagnola con un contratto a tempo indeterminato come ingegnere informatico. «Tornare significa anche ritrovare il cibo di casa, che in Spagna mi manca e, l’inimitabile skyline della Toscana».
Il ritrovare le amicizie e i sapori conosciuti sin dall’infanzia sono il leitmotiv anche delle vacanze ad Agliana di Martina Pasquini, docente di strategia competitiva e coordinatrice del track di strategia alla IE business school di Madrid, città dove risiede da 5 anni: «Quando torno vedo alcune amiche di sempre che la lontananza non allontana e non cancella, mi piace anche mangiare la pizza in piazza alla Lucciola e mangiare il gelato nello yo yo Bacio e crema da Anisare - dice e aggiunge - Torno ora da Follonica e mi sembra che la Toscana sia bellissima, qui c’è un’estate diversa da quella spagnola:, i colori, gli oleandri, le pinete l’odore degli arbusti che a Madrid mi mancano, ma la lontananza lì fa apprezzare di più». Chiara F. (che chiede non venga pubblicato il suo cognome), trasferitasi da Sarteano a Vienna dopo la laurea in lettere, conferma che ritrovare sapori e paesaggi tra cui si è cresciuti sono elementi fondamentali della vacanza in Toscana: «Anche se mi sono abituata a nuovi cibi, pranzare con un bel piatto di pici al sugo e far merenda con la ciaccia all'olio è sempre un piacere. E il paesaggio toscano, con i suoi borghi medievali, resta il mio preferito».
Per Domenico Ribezzo, pugliese adottato da Pisa per motivi di studio, ora pure lui a Vienna per un tirocinio in un istituto di fisica sul cui lavoro scriverà la tesi magistrale, ritornare in Toscana vuol dire poter fare un salto in libreria «a fare rifornimenti», approfittare di bar a prezzi abbordabili, andare al cinema o a teatro. Lorenzo Mantiloni di Castel del Piano, che dopo la laurea in fisica a Pisa si è trasferito a Potsdam per un dottorato al Centro di ricerca tedesco per le Geoscienze e che prevede di rientrare “a casa” in vacanza solo per Pasqua, Natale, e forse qualche settimana nelle prossime estati, si chiede che «impressione gli farà l’Italia» quando vi tornerà con occhi diversi.
La Toscana che si mostra agli occhi quando vi si torna dopo anni di vita all’estero è già ben nitida a David Carrozzi trasferitosi in Svizzera da Firenze nel 2013 , soddisfatto per il posto di lavoro nel settore vendite di una multinazionale del settore caseario a Zurigo: «Quando torno a casa mi mancano la pulizia, l’ordine, il rispetto delle regole in tutti gli ambiti della vita quotidiana, il non fare più di 5 minuti di coda in posta, in banca o in Comune».
Anche per Matteo Accardo, fiorentino che ha lasciato Arcetri per andare alle porte di Monaco di Baviera per occuparsi di sistemi ottici e criogenici che funzionano a temperature bassissime sui telescopi dell’Eso (European Southern Observatory), le vacanze in Toscana, in campeggio vicino a Punta Ala, sono l’occasione per meravigliosi bagni di mare con la famiglia ma anche per riflessioni su come vanno le cose nella nostra regione e, in generale, in Italia: « Quello che mi dà più fastidio venendo dalla Germania è il pressappochismo che vige qui, che spesso è la causa di molte cose che non funzionano. Ma non solo, anche l'accettare passivamente - a parte le lamentele da bar sotto l'ombrellone- che tutto rimanga così come è, compresi i mali storici: corruzione, malavita organizzata, evasione fiscale. La sensazione è che tutto questo fardello sia lì a bloccare lo sviluppo, a uccidere l'iniziativa e schiacciare tutto verso il basso».
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