Meteo
Gabriella Greison “scopre” Einstein attraverso la moglie
Il monologo racconta gli anni europei del grande fisico «Milena Maric era una donna con una mente eccelsa, ma rinunciò al sogno della laurea»
FOSDINOVO. Si definisce “fisica e narratrice” Gabriella Greison, la protagonista del monologo “Einstein & me” in scena in piazza Sauxillanges di Fosdinovo venerdì 23 (21.30). Milanese, classe ’76, si laurea in Fisica nucleare all’Università di Milano e lavora per due anni presso il Centro di Ricerche École Polytechnique di Palaiseau a Parigi. Come giornalista ha collaborato con le più importanti testate radiofoniche, televisive e giornalistiche italiane, prestandosi poi alla conduzione di programmi sempre a base scientifica. Scrittrice, drammaturga ed anche attrice, la Greison ha scritto diversi romanzi e ha portato in Italia e in molti paesi dell’Europa un genere che ancora non esisteva, quello della “narrazione della fisica”, allo scopo, come dice lei «di far avvicinare tutti alla fisica, con un metodo che le nostre scuole non riescono ancora ad applicare. Non è colpa dei professori, ma di un sistema sbagliato a monte, che prevede l’insegnamento della fisica classica tralasciando quella quantistica e non riuscendo a catturare i ragazzi perché non riesce a dare loro le risposte alla loro curiosità». Cento sono già le repliche di questa performance che affronta i primi 20 anni della vita di Einstein (il periodo europeo) visti dagli occhi della moglie Mileva Maric, conosciuta sui banchi del Politecnico di Zurigo, con l’ambizione di diventare una grande fisica ma costretta, dal maschilismo e dall’arretratezza del tempo, a rinunciare ad una brillante carriera per la famiglia.
«Mileva Maric è un personaggio importante, dotata di una mentalità scientifica eccelsa, con un grande sogno (laurearsi in fisica) a cui ha dovuto rinunciare. Il racconto nasce parallelamente alla scrittura del romanzo “Einstein e io” edito da Salani nel 2018, frutto di mie ricerche a Berna, ma soprattutto a Zurigo, visto che il Politecnico era l’unica università che ammetteva donne. All’epoca negli atenei le donne dovevano entrare dal retro, venivano derise se accedevano ad un laboratorio e non potevano firmare i propri articoli. La pazzia, definita come disturbo da tolleranza alla disciplina familiare, era il pretesto più usato per contenere le donne ambiziose e ribelli. Rimasta incinta Mileva non riuscì a laurearsi e si dedicò alla carriera del marito».
È il metodo di Gabriella Greison quello di scrivere parallelamente un libro e il relativo monologo che inizia a portare subito in tour, come è accaduto nel 2016 con “L’incredibile cena dei fisici quantistici” che ha raggiunto le 500 repliche in 4 anni. In pochi mesi “Einstein & me”, che ha debuttato con il tutto esaurito al Teatro Sala Umberto di Roma, ha continuato a mietere consensi, come le 1000 presenze al Politeama di Genova ed altrettante al Teatro Rossetti di Trieste, oltre ad essere richiesto all’estero in teatri di Zurigo e Vienna. «Il mio romanzo su Mileva Maric ha interessato anche la stampa internazionale e mi dà emozione portarlo in luoghi dove c’è una sensibilità alta su questi temi e che quindi condividono questi valori con me. Durante uno spettacolo una ragazza di 4ª liceo mi chiese perché non venisse attribuita la laurea postuma a Mileva: mi sono recata al Politecnico per farne domanda e sto attendendo la risposta. L’Inghilterra ha già conferito molte lauree postume alle prime donne studenti di medicina, non vedo perché non possa valere anche per la fisica». Prossimo progetto, che debutterà a ottobre al Teatro dell’Aquila, riguarderà la seconda parte della vita di Einstein, il periodo americano. «Einstein mi ha sempre affascinato, non solo come fisico, ma anche come una vera e propria icona pop. I 20 anni europei sono stati i più importanti, quelli che hanno fatto esplodere il fenomeno Einstein, ma sarà un’ottica occasione anche il ripercorrere anche la seconda affascinante parte della sua vita». —
Daniela Marzano
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
