Il Tirreno

Se la stella degli anni ’30 è un manichino: Cynthia vestita da stilisti e anche “attrice”

LUCIANO DONZELLA
Se la stella degli anni ’30 è un manichino: Cynthia vestita da stilisti e anche “attrice”

Creata nel 1932 da Lester Gaba è stata invitata anche a matrimoni reali. Poi nel 1939... cadde e si ruppe

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Questa storia è stata tratta dal “Blog dell’impossibile” di Luciano Donzella, giornalista e narratore, pubblicato su www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog e anche sul profilo Facebook dell’autore.

Per diversi anni Cynthia è stata uno dei personaggi più famosi, amati e ammirati del jetset americano, seguita ovunque da giornalisti e fotografi come una grande star. Eppure non era un'attrice, né una scrittrice o una cantante. Era un manichino.

Ringrazio Luigi Garlaschelli per la segnalazione e vi racconto la storia di Cynthia. E del suo creatore, lo scultore e designer Lester Gaba.

Che nasce a Hannibal, Missouri, nel 1907. Frequenta la scuola d'arte a Chicago; le sue “figurine” di sapone gli danno di che vivere e una certa notorietà negli ambienti artistici e del design.

Nel 1932 si trasferisce a New York, e nello stesso anno crea per la Saks Quinta Avenue la sua opera più famosa: Cynthia.

Il manichino raffigura una modella, e Gaba la vuole quanto più umana possibile. Decide di renderla più realistica con piccole imperfezioni, dalle lentiggini, ai piedi di dimensioni diverse. Inizia poi a farsi vedere con Cynthia in giro per New York, e Life Magazine gli dedica un servizio fotografico per mostrare quanto sono diventati realistici i manichini.

È il successo: Cartier e Tiffany le inviano i loro gioielli da sfoggiare, Lilly Daché progetta cappelli per lei, gli stilisti le fanno indossare le ultime creazioni, le pelliccerie la coprono di visoni.

Cynthia ormai è famosa, paga i conti con una sua carta di credito, è titolare di un abbonamento alla Metropolitan Opera House, tiene una rubrica su un giornale e un programma radio di successo.

Arriva anche la copertina di Life Magazine, Alfred Eisenstaedt la fotografa e nel 1937 è invitata al matrimonio reale di Edoardo VIII e Wallis Simpson; l'anno dopo gira un film a Hollywood, “Artists and Models Abroad” con Jack Benny.

Ogni giorno riceve quintali di posta dai fan. Nel 1939, la fine: Cynthia scivola da una sedia in un salone di bellezza e va in mille pezzi.

La notizia della sua morte è su tutti i giornali, Gaba è sconvolto.

La ricostruirà nel 1953, e riapparirà in uno spettacolo tv, ma sarà un flop. Gaba “finisce” a insegnare e per anni sarà fra i più importanti accademici di visual merchandising.

Muore a Manhattan a 80 anni. Secondo molti studiosi la sua arte ibrida anticipa Warhol e Liechtenstein, e le performance di Cynthia lo rendono un pioniere dell'arte performativa. —
 

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