Italia
Quei viaggi tra sfida e scoperta
Se hai un desiderio, se hai una meta che ti attira come un magnete, un posto che hai sempre sognato di vedere, allora anche trasformare un Ape in un piccolo camper e con quella scalare le Alpi e affrontare il vento gelido del Nord è una scelta che non fa paura.
Nelle storie di viaggi che abbiamo raccolto in queste pagine emerge un mix di componenti che ricorrono: la fantasia di immaginare un’impresa, la voglia di libertà e di rompere gli schemi quotidiani che questa impresa porta con sé, il gusto dell’avventura accantonato magari per una vita e tirato fuori quando è il momento; la consapevolezza che viaggiando si scoprono cose nuove, di se stessi e degli altri, del mondo che ci aspetta, misterioso e dispensatore di bellezze e di emozioni, dietro l’angolo mai varcato. Da questo punto di vista Capo Nord sembra stimolare particolarmente l’immaginazione, come simbolo di un “limite”, di un altrove molto diverso dal nostro orizzonte.
C’è la condivisione, il piacere dei rapporti umani, del fare le cose insieme: il padre con la figlia, i due amici, i fidanzati. Oppure la scommessa sull’umanità in genere fatta da Tommaso, che va a piedi in autostop da Genova all’Ucraina per testimoniare la fiducia nel prossimo in tempi di muri e di odio diffuso a piene mani. Un viaggio che è anche un manifesto.
Poi, certo, c’è anche la sfida con se stessi, la voglia di misurarsi su un impegno inconsueto, magari con un mezzo inconsueto: un motorino per attraversare l’Europa, una bici per raggiungere Barcellona, le proprie gambe per andare da Prato a fare il bagno in Versilia, così, per vedere l’effetto che fa.
In questi viaggi c’è anche molto spazio per la poesia. L’esempio più bello viene dalla diciottenne che ha chiesto e ottenuto come regalo di compleanno un viaggio col padre in moto a Capo Nord: padre e figlia faranno tappa in Finlandia a Rovaniemi per lasciare una letterina della sorella minore (9 anni) alla casa di Babbo Natale.
Raggiunta la meta, tornati a casa, questi viaggi avranno comunque cambiato chi li ha fatti. E il ricordo di quei giorni sarà buono per tutta una vita. Perché, come si dice, è il viaggio che conta, il cammino, non la destinazione. Va bene, è la frase più citata. Ma ci sarà un motivo. Forse, banalmente, perché è vero.
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