Il presidio
Con l’aria condizionata e tre storie horror ecco serviti i brividi anche a Ferragosto
In sala nei prossimi giorni “The nest” di Roberto De Feo, “Crawl” di Alexandre Aja e “Il signor Diavolo” di Pupi Avati
Fino a un po’ di tempo fa l’estate era considerata la stagione di riposo per il cinema. Nei mesi caldi, con le sale chiuse, si staccava la spina dalla frenetica macchina cinematografica, ripiegando sull’uscita di film di genere disimpegnati e prettamente commerciali. Ecco allora i piccoli cinematografi all’aperto animati da titoli horror a basso costo, indipendenti, altrimenti fuori da qualsiasi distribuzione ordinaria. L’estate era il cinema dei film di paura, quando sotto le stelle, gruppetti di ragazzini urlanti saltavano sulle sedie, lanciando gridolini esorcizzanti.
E oggi? L’horror è stato pian piano sdoganato. Liberato dalla maschera mortificante di un cinema di serie B, tanto da trovare spazio in ogni periodo dell’anno, con pellicole ben cadenzate nell’arco delle quattro stagioni. La nascita delle multisale ha inoltre azzerato i limiti climatici di un’estate sempre meno bistrattata in chiave cinematografica. Però – sì, c’è un però – le tradizioni sono dure a morire, e spesso le temperature bollenti continuano a far rima baciata con il genere dell’orrore. Questa estate non fa eccezione e regala ad agosto alcuni titoli promettenti. Due sono italiani, uno realizzato da un giovane autore, l’altro firmato da un grande vecchio del cinema nostrano.
“The nest” (Il nido) della Vision Distribution, in sala da mercoledì prossimo, racconta la storia di un ragazzo, Samuel, costretto sulla sedia a rotelle, che vive con la soffocante madre Elena a Villa dei Laghi, una residenza isolata immersa nel bosco, e turbata da eventi inquietanti. L’arrivo della giovane Denise romperà irrimediabilmente gli equilibri. Dietro la macchina da presa c’è Roberto De Feo che ha esordito nel 2013, insieme a Vito Palumbo, con il cortometraggio feroce e scanzonato “Ice Scream” (lo trovate su You Tube). “The nest” è un prodotto più maturo e decisamente serio, che guarda a modelli di alto spessore come “The Others” e “The Village”. In ogni caso, al di là del successo, o meno, del film ogni nuovo titolo di genere nato in Italia ha l’obbligo di essere accolto come un gioiello, un tesoro confortante in un panorama – ahimé – appiattito.
Stessa cosa vale per “Il signor Diavolo”, (in uscita il 22 agosto) favola nera contadina del maestro Pupi Avati che ambienta negli anni 50 il processo sull’omicidio di un adolescente, considerato indemoniato, commesso per mano di un coetaneo. Avati, profondo conoscitore dell’animo umano nelle commedie agrodolci, torna al gotico padano del capolavoro “La casa dalle finestre che ridono”. Ne “Il signor Diavolo” distribuito da 01 Distribution, si riannoda il filo che porta al macabro religioso e contadino del profondo nord, fra paura e superstizione. «Sentivo la mancanza del fantastico», l’ammissione sincera di un regista che riesce a scavare al meglio nel male, attraverso il racconto dei vizi e dei limiti dell’essere umano. Nel cast anche Chiara Caselli a cinque anni dall’ultima interpretazione (“Presto farà giorno”) e Lino Capolicchio, già interprete de “La casa dalle finestre che ridono”.
Fuori dall’Italia, distribuito dalla 20th Century Fox, in sala a Ferragosto, nasce il terzo film “de paura” di agosto: “Crawl – Intrappolati” del francese Alexandre Aja, esperto di horror splatter (ricordiamo il gioiellino truculento “Alta tensione” del 2003). “Crawl” prende vita da un fatto di cronaca, dall’uragano Florence che portò diversi alligatori in giro per le città in cerca di rifugio. Si parte da qui, e Aja realizza un incubo a occhi aperti per un padre e una figlia, intrappolati nella cantina allagata.
Ci aspettiamo un horror godibile e spensierato da un regista che già nel 2010 ci aveva spaventato con i famelici piranha. —
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