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L’urgenza di viaggiare in treno

Festambiente

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I dati di Pendolaria 2019 di Legambiente riassumono una situazione non positiva per l’Italia. I numeri, come al solito, parlano chiaro e raccontano che a Nord si viaggia meglio (e di più) mentre il Sud vive una situazione di perenne difficoltà.

Il paradosso, tipicamente italiano, è quello che nonostante gli oltre cinque milioni di pendolari (su treni e/o metropolitane) i finanziamenti per il trasporto si sono ridotti, dal 2009 al 2018, di circa il 20% (destinati ad arrivare al 26).

Diminuiscono i chilometri di linee disponibili e la crescita nasconde differenze rilevanti nell’andamento tra le diverse regioni e tra i diversi gestori. Un esempio? La tratta Bologna-Firenze non ha rivali nel mondo, per numero di corse e di Alta Velocità, mentre Ostia Lido-Roma e la Circumvesuviana perdono quasi 60mila persone per via dei tagli e del degrado del servizio. L’Italia purtroppo ancora una volta è spaccata in due: nove regioni (più le due province autonome di Trento e Bolzano) registrano un aumento dei passeggeri; le altre dieci regioni, invece, si qualificano per diminuzione o staticità del numero dei pendolari. Le situazioni più drammatiche sono quella siciliana (che ha perso oltre un quinto delle presenze) e la Campania (meno un quarto). La nota positiva è che, dal 2017 fino al 2020, ci sarà un incremento di 210 nuovi treni regionali ma mancano ancora all’appello ben dieci miliardi di euro per il compimento di ventisei infrastrutture del settore.

Il rapporto di Pendolaria urla a un vento di cambiamento. Imperante è la promozioni di progetti ferroviari per il Sud – dove i ritardi e le problematiche hanno raggiunto dei livelli quasi kafkiani – e un progetto di mobilità sostenibile per la grande area inquinata della Pianura Padana. —

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