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L’incommensurabile ricchezza dello spazio, ora la Nasa dà la caccia al tesoro di Psyche
L’asteroide in orbita tra Marte e Giove è una miniera di metalli preziosi. Nel 2022 una spedizione lo cercherà
Questa storia è stata tratta dal “Blog dell’impossibile” di Luciano Donzella, giornalista e narratore, pubblicato su www.artedirealizzarelimpossibile.com/blog e anche sul profilo Facebook dell’autore.
Un gigantesco asteroide che si muove fra le orbite di Marte e di Giove è composto da una quantità tale di metalli preziosi che se fossero portati sulla Terra l’economia mondiale rischierebbe il collasso totale. E la Nasa conta di raggiungerlo entro il 2026.
Si chiama Psyche 16, è uno dei più grandi asteroidi della Fascia principale, misura circa 250 chilometri di diametro ed è conosciuto già dal 1852 grazie all’astronomo italiano Annibale De Gasparis, ma solo di recente è stato valutato il suo enorme potenziale economico. Il corpo celeste è costituito per la maggior parte da metalli solidi: oro, platino, nichel e ferro in quantità così elevate da far impallidire qualunque giacimento terrestre.
La missione Discovery della Nasa partirà nell’estate del 2022 e dovrebbe raggiungere Psyche 16 nel 2026. Il suo scopo? L’asteroide, spiegano gli scienziati, è il risultato di violente collisioni tra pianeti quando il sistema solare si stava formando, e potrebbe dirci molte cose sulla struttura del nucleo terrestre. Avete capito bene: l’agenzia spaziale americana giura che l’operazione avrà solo scopi scientifici, e non prevede nessuno sfruttamento minerario.
Che sia vero o no, anche se le intenzioni americane fossero di candore francescano, la corsa all’oro dello spazio è già partita. E se Psyche 16 può diventare la nuova California, nella fascia degli asteroidi ci sono altre opportunità di estrazione molto più vicine alla Terra. Perfino la nostra luna contiene oro, platino e metalli rari.
Fantascienza? No: dal 2015, infatti, è legale possedere uno o più asteroidi, ed esistono già delle compagnie minerarie spaziali che scrutano il cielo in cerca di ricchezze. Due di queste, Deep Space Industries e Planetary Resources, hanno nel mirino l’asteroide UW158, grande il doppio della Torre di Londra, con un valore stimato di 5, 7 trilioni di dollari. Gli esperti sostengono che dovranno passare ancora 50 anni prima di vedere una redditizia attività estrattiva nello spazio, ma ad accelerare i tempi potrebbe essere la necessità di primeggiare in una gara che vede già oggi Stati Uniti, Cina e Giappone in pole position, e il piccolo Lussemburgo che ha già registrato 10 società minerarie spaziali.
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