Il Tirreno

le meraviglie della natura 

Sopra zattere e isolotti artificiali nidi sicuri per i pulcini delle sterne

Giovanna Mezzana
Sopra zattere e isolotti artificiali nidi sicuri per i pulcini delle sterne

Realizzati dal Wwf nella laguna di Orbetello, dalla Regione alla Diaccia Botrona a Castiglione

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Chi varca la soglia del bosco di Patanella – Oasi Wwf nella riserva naturale della Laguna di Orbetello – e si ferma sul primo belvedere che dà sulle acque lagunari vedrà al largo un isolotto. Lì intorno ora volteggiano le sterne. Si alzano in volo e si allontanano, ma poi fanno sempre ritorno: perché quella è la loro casa.

Poggiato sul pelo dell’acqua, è una specie di culla che i volontari del Wwf allestiscono ogni anno, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per far trovare un approdo sicuro ad alcune specie di volatili – le sterne o rondini di mare, prime fra tutte – e per agevolare la deposizione delle loro uova. A Patanella è una tradizione, forse finanche custodita dal Genius Loci: in questi giorni di uova schiuse e di pulcini giù curiosi del mondo, i birdwatcher si fermano sul belvedere per distinguere la nuova generazione dagli adulti; i nuovi nati sono più goffi nei volteggi, hanno il becco meno rosso e il capoccino meno nero. Ma il fatto che le rondini di mare popolino l’isolotto di Patanella quest’anno ha un significato speciale, che profuma di vittoria, di sfida vinta al di là di ogni ostacolo per i volontari del Wwf che approntano quel nido con amore e dedizione. Ecco perché.

Era metà marzo quando le sterne – che ogni anno arrivano dall’Africa equatoriale – cominciarono ad approdare sull’isola: erano state persino entusiaste spettatrici delle ultime manovre di preparazione del loro habitat e avevano scrutato da lontano i volontari del Wwf che approntavano casa con canne, balle di iuta, sabbia e conchiglie. Poi una notte di inizio maggio è accaduto qualcosa e le sterne hanno abbandonato in massa l’isolotto. Il Wwf ha cercato di capire cosa fosse accaduto ma il mistero è rimasto. Certo è che nella maison delle sterne non c’era traccia di predatori – hanno verificato i volontari – e va da sé che i volatili abbiano subito un disturbo antropico. In venti anni non era mai successo nulla di simile.

Ma la bella notizia è che dopo un mese di assenza le sterne sono tornate: «Non tutte – dice Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma – ma almeno un’ottantina di coppie hanno ri-colonizzato l’isola; e con una media di tre uova a nido, possiamo dire che sono nati almeno 100-150 pulcini. È un successo per la gestione delle aree protette». Tant’è che l’isolotto storico amato dai birdwatcher – nato venti anni fa da un’idea del Wwf che, durante un’opera di creazione di alcuni canali della Laguna, chiese alla Regione se un po’ di fanghi (da smaltire) potessero essere impiegati per costruire approdi sicuri – non è un unicum. Proprio la Regione a Patanella ha negli ultimi anni finanziato due nuove isole galleggianti.

Sempre grazie a Firenze, nel cuore della riserva naturale della Diaccia Botrona – ci spostiamo a Castiglione della Pescaia – in un luogo irraggiungibile dai disturbi antropici, gli esperti della Regione hanno posizionato a fine primavera due grandi zattere allestite con sabbia e conchiglie triturate perché le sterne possano trovare casa anche qui. E l’hanno fatto. –
 

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