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L’appello per la difesa delle coste
Il rapporto Spiagge 2019 di Legambiente, uscito di recente, ha evidenziato una situazione – quella italiana – molto altalenante sullo status delle nostre coste. Purtroppo il nostro Paese evidenzia un numero molto ridotto di spiagge libere e le poche che ci sono si trovano vicino a foci di fiumi, fossi o fognature dove la balneazione è vietata. L’inquinamento, insieme all’erosione e alla cementificazione selvaggia, si sta espandendo.
C’è poi l’altra faccia della medaglia, quella che ci strappa un sorriso: la crescita del fermento green che punta sulla sostenibilità dell’ambiente, sull’impegno plastic free e sulla tutela della biodiversità. Insomma, se da una parte l’allarme relativo alle spiagge libere non va sottovalutato, dall’altra è bene elogiare e incentivare le azioni virtuose di molti operatori. L’equilibrio è la chiave di tutto e anche quando si parla di sostenibilità è impossibile prescindervi.
Legambiente torna a spronare la politica chiedendo una legge nazionale in materia di aree costiere, come già hanno fatto altri Stati, per garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, premiare la qualità dell’offerta nelle spiagge in concessione, promuovere parametri adeguati con risorse da usare per riqualificare il patrimonio naturale della costa. In questo modo riusciremo a difendere le coste e permetteremo anche agli stabilimenti più lungimiranti e virtuosi rispetto ai parametri di qualità e sostenibilità di fare sempre di più meglio per l’ambiente. E cosa è questo se non costruire futuro?
Festambiente
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