Il Tirreno

mare amore mio

La Caletta, un angolo di paradiso sul Promontorio

Ivana Agostini
La Caletta, un angolo di paradiso sul Promontorio

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PORTO SANTO STEFANO. La Caletta di Porto Santo Stefano compie 70 anni. È lo stabilimento più vecchio di Monte Argentario. Le sue origini però si perdono nel tempo. 

A raccontare, con amore, la storia della Caletta è la titolare Giulia Moriani: «Nella seconda metà dell’800 qui c’era uno stabilimento balneare su palafitta di legno. Sopra aveva piccoli gazebi e ognuno di questi aveva il suo accesso al mare. Tutto però venne distrutto con la seconda guerra mondiale quando una pioggia di bombe cadde sopra Porto Santo Stefano».

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Lo stabilimento era infatti a poca distanza dal Siluripedio, uno degli obiettivi dei bombardamenti. «Nel 1949 – continua Giulia – tutto venne preso dal suocero della titolare, Geraldo Bracci, che aprì uno stabilimento balneare. La nuova struttura venne realizzata recuperando le rovine bombardate. Un ecologista della prima ora che cercò di recuperare, nella ricostruzione, tutto ciò che era possibile».

Lo stabilimento risorse; poco dopo fu realizzata la Rotonda per ballare, poi il ristorante e, nel 1952, l’hotel. “Sulla nostra bellissima terrazza si balla ancora dal vivo», continua Giulia. «Abbiamo ripreso in mano tutto il complesso dopo situazioni familiari piuttosto difficili. Abbiamo però ricominciato con nuovi servizi: dal diving per le immersioni alla riflessologa che rimette in sesto i nostri clienti, serviamo i piatti del ristorante direttamente sotto l’ombrellone».

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Lo stabilimento della Caletta è per tutti, per coloro che sono ospiti nell’hotel ma anche per chi vuole trascorrere una giornata in un posto unico sul Promontorio con davanti un mare da favola. Gli ombrelloni sono 150, 26 riservati all’albergo.

E anche la Caletta ha iniziato la sua campagna contro le plastiche: «Siamo bandiera verde, bandiera blu e 5 vele Legambiente. Lo scorso anno eravamo inseriti come il terzo stabilimento bandiera blu d’Italia». Il mare davanti è unico: «Abbiamo una corrente calda e una fredda che ci permette di avere una fauna e una flora marina spettacolare», dice Moriani. «Stiamo cercando di organizzare una serie di eventi per rendere anche più vivo il paese: inizieremo con un beach party il cui ricavato sarà destinato alla Lega Tumori» .

Giulia si è trovata a gestire la Caletta quasi per caso: «È stata fatta una riunione di famiglia alla quale non ero presente e sono stata designata come colei che avrebbe preso il mano il complesso. Un grande privilegio. Da quest’anno ho anche mio marito ad aiutarmi».

La Caletta ora ha 26 dipendenti. La stagione inizia a marzo e finisce a novembre. Lo stabilimento ha un bagnino storico, Michele Coccoluto, che la prossima stagione andrà in pensione. «Sono 43 anni che lavora con noi», conclude Giulia: «Ed egoisticamente spero che l’anno prossimo in pensione non vada...». —


 

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