Italia
«Il bozzetto è di Modì»: comprato per 55mila lire ora vale 10 milioni di euro
Il “test” su olio del ritratto di Jeanne Hèbuterne è autentico. Lo ha stabilito un pool di periti nominati dal Tribunale
VENEZIA. Il tribunale di Venezia ha riconosciuto autentico un bozzetto di Amedeo Modigliani ad olio su tavola raffigurante Jeanne Hèbuterne, la donna del noto quadro esposto al Metropolitan di New York e realizzato dal grande maestro livornese. Lo ha annunciato ieri l'avvocato Pierpaolo Alegiani di Jesolo, sottolineando che l'opera è stata esaminata da un collegio di periti nominato dal Tribunale lagunare che si è espresso per «l'indubbia attribuibilità del dipinto ad Amedeo Modigliani e l'autentica posta sul retro di indubbia mano del mecenate Leopold Zborowski».
Il proprietario dell'opera, un veneto, tramite il legale, si era appellato al Tribunale con una richiesta di accertamento tecnico preventivo. Aveva acquistato l'opera negli anni Settanta per 55 mila lire. Oggi, il bozzetto, potrebbe valere 10 milioni di euro. L'opera sembra identica al famoso olio su tela esposto al Met di New York.
Tale somiglianza è riscontrabile leggendo la scritta in lingua polacca riportata sul retro della tavola, che recita: «Caro amico Durini, questo bozzetto è stato dipinto da Amedeo Modigliani nel 1919», firmato Zborowski.
«Prima di poter affermare che si trattava di un'opera autentica - spiega l’avvocato Alegiani - sono state eseguite tutte le analisi chimico-scientifiche presso le università di Modena, Reggio Emilia e Genova. Questo corposo lavoro durato anni - annota ancora il legale - ha confermato la piena corrispondenza degli elementi pittorici e chimici. La ricerca, poi, è andata oltre verificando anche l'autenticità della calligrafia posteriore e della firma di Zborowski, confrontata con lettere autentiche del mecenate conservate a Parigi. Anche tale ricerca ha dato esito positivo».
«Il collegio dei periti - osserva Alegiani - ha confermato l'autenticità sia dell'opera sia della scrittura posteriore di Zborowski. Siamo di fronte, quindi, a ben due dichiarazioni di autenticità: quella attuale emessa dagli esperti del Tribunale e quella dell'epoca a firma del mecenate ed amico del maestro livornese. L'opera, facente parte di una collezione privata e non in vendita, appare ancor più rara se si considera che rappresenta il bozzetto di una delle più note tele del maestro».
Il pronunciamento del collegio di periti, dunque, mette il sigillo su un affare davvero clamoroso: il proprietario, infatti, ha moltiplicato per 400mila volte il proprio investimento...
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