Finisce un’attesa lunga 22 anni: ecco Sting sul palco del Lucca Summer
Grande concerto con il tutto esaurito dopo la suspense per le condizioni di salute della popstar
LUCCA. C’è sempre una prima volta. Per Sting ci sono voluti ventidue anni di attesa, ma questa sera, lunedì 29 luglio, (alle 21.30) l'ex frontman dei Police salirà finalmente sul palco del Lucca Summer Festival. Un concerto circondato da un’attesa elettrizzante (già sold out da mesi) e dalle incertezze sulle condizioni di salute della popstar inglese che lo hanno costretto ad annullare sei date per un’infezione virale alla gola che per fortuna è ormai alle spalle. Il 17 luglio ha ripreso il tour tra Francia e Spagna fino ad approdare nella sua amata Italia dove questa estate si esibirà soltanto due volte, nella città delle Mura e a Padova domani.
In piazza Napoleone ad attenderlo ci saranno novemila fan cresciuti con il “pungiglione” più famoso del rock, colonna sonora per almeno due generazioni, prima con i leggendari Police e poi con un’altrettanto luminosa carriera da solista. E quello di Sting sarà un viaggio nelle hit della sua carriera, “My Songs” appunto, titolo dell’album del 17 volte vincitore di Grammy Award. Un’autobiografia musicale dove si racconta la storia delle canzoni che porta nel cuore, ma in veste nuova, risuonate e riarrangiate.
In scaletta stasera canzoni senza tempo come Message in a Bottle, Every breath you take, Roxanne, Walking on the moon, Fields of Gold, If You Love Somebody, Englishman in New York. Tanti brani dei Police, una delle più iconiche band degli ultimi 40 anni, fondata nel ’77 con Andy Summers e Steve Copeland e sciolta 1986 (con una reunion lampo nel 2007), inventori di un inedito rock-reggae e capolavori come Outlandos d’amour, Reggatta de blanc e Synchronicity. Poi alla soglia dei sessant’anni Songs from the Labyrinth, coraggioso crossover tra pop e classica, e nel 2016 il ritorno al rock con 57th & 9th, fino all'accattivante singolo Don't make me wait con Shaggy che ha fatto ballare per tutta l'estate.
A 68 anni portati come un ventenne, fisico d’atleta, buon cibo, vino e yoga dopo gli eccessi da rockstar, Sting ha un forte legame con la Toscana dove dal 1985 abita diversi mesi l'anno nella sua villa a Figline Valdarno, la splendida Tenuta del Palagio, fra vitigni e campi di grano, gestita dalla moglie Trudie Styler con cui è sposato da oltre 25 anni. Anche i vini hanno i nomi delle sue canzoni, da Message in a Bottle a Sister Moon, un Supertuscan biodinamico. In realtà Gordon Matthew Sumner (vero nome di Sting), noto anche per il suo impegno sociale e attivista (lui, cresciuto vicino ai cantieri navali di Wallsand, a Newcastle, nel Bekaert, nel novembre scorso ha solidarizzato con i lavoratori di una fabbrica di Figline che rischiavano il licenziamento), attore anche in film come Quadrophenia e Lock & Stock, al festival di Mimmo D’Alessandro (da anni in amicizia con la rockstar britannica) c’era già stato vent’anni fa, un’apparizione di pochi minuti, quando salì a sorpresa sul palco di piazza dell’Anfiteatro per cantare con l’amico James Taylor. Il concerto dell’irriducibile Sting (nel 2020 a Las Vegas si esibirà in una lunga serie di concerti al Caesars Palace) chiude un'edizione spettacolare del Summer aperta dai Take That, poi le ultime esibizioni di Ennio Morricone ed Elton John, passando per Tear for Fears, New Order, Mark Knopfler e Good, bad e queen, fino agli Scorpions, riusciti a "fermare" anche il temporale di sabato sera.
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