Il Tirreno

fino al 20 ottobre 

Firenze viva e maestosi animali nelle opere di Listri e Rivalta

Gabriele Rizza
Firenze viva e maestosi animali nelle opere di Listri e Rivalta

Gli scatti seducenti di “A perfect day” e le sculture irruenti di “My land” sono i protagonisti della mostra estiva che anima Forte Belvedere

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La mostra dell’estate fiorentina al Forte di Belvedere si divide in due. Una all’esterno, diffusa sugli spalti, l’altra all’interno, distribuita fra le sale della palazzina. Protagonisti dell’abbinamento curato da Sergio Risaliti sono due artisti italiani: Massimo Listri con il suo “A perfect day” e Davide Rivalta che presenta “My land”.

Massimo Listri, conosciuto per la qualità concettuale e poetica delle sue immagini, dopo gli esordi da ritrattista, è oggi maestro riconosciuto della fotografia di architettura e di ambiente. Ne fanno fede i 25 grandi scatti qui esposti, una seducente galleria di vedute fiorentine, tutti interni, luoghi di conclamata bellezza e notorietà, assieme ad altri spazi storici e industriali del territorio metropolitano, di cui Listri coglie la qualità formale. Spiega Risaliti: «Omologandoli teatralmente alla sua grammatica visiva che nulla concede all’idealizzazione e alla nostalgia e appropriandosene con un linguaggio fotografico modernista, Listri toglie sia al glorioso passato della città rinascimentale sia alla Firenze otto-novecentesca quella vernice romantica, antiquariale, schiava dal gusto più accademico e neoclassicheggiante, che ha messo in cornice la culla del Rinascimento. Così accade che l’assoluto e la magnificenza siano vivi e irraggiungibili come linguaggio, come codice, piuttosto che fossilizzati nell’illusione di uno stile».

Gli si contrappone il “peso specifico” e l’irruenza drammatica di Davide Rivalta che semina gli spazi esterni di figure mitologiche, grandi sculture in bronzo afferenti al mondo animale, suo genere d’elezione, in cui l’alterità del soggetto, più che apparire riprodotta secondo argomenti tradizionali e imitativi, sembra essere diversamente presente e reale. Sui bastioni del Forte “pascolano” indisturbati dodici feticci, maestose inquadrature dello spirito animale, una bufala, un rinoceronte, un lupo, che sprizzano energia e catapultano impeto. In una esaltazione della forma che sospende la riconoscibilità, in bilico tra figurazione e defigurazione: «Quel dualismo dello sguardo tra la specie uomo e gli occhi degli altri viventi che è andato completamente perduto nel momento in cui l’uomo si è sentito signore e padrone della natura», dice Rivalta.

Aperta fino al 20 ottobre. —
 

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