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Walkman, la musica “camminata” e Sophie Marceau ci arrivò al cuore
Il primo luglio 1979 fu messo in vendita il primo esemplare, reso celebre dal “Tempo delle mele”
Il film, ok, era dimenticabile. Anche se lanciò nel firmamento del cinema una ragazzina di sedici anni, francese: si chiamava Sophie Marceau. Era così bella che generazioni di teenagers no guardarono più, per qualche mese, le amichette della porta accanto, ma soltanto il suo poster.
Ma nel “tempo delle mele”, datato 1980, c’era una scena che è passata, forse inconsapevolmente, alla storia: a un certo punto Mathieu, interpretato da un certo Alexadre Sterling, nel caos assordante di una festa prende in mano due cuffiette le posa sulla testa della piccola Sophie. D’incanto, ma musica ossessiva in quattro quarti si trasforma un un lento strappacuoree, quel “Reality” che non era nulla di eccezionale ma che, nei gruppi di adolescenti dell’epoca, fu veicolo di amorazzi estivi.
Fu quello il debutto planetario del walkman, nato esattemente 40 anni fa. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato un dispositivo che avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Un piccolo mangianastri portatile da portare con sè con delle cuffie che consentiva di ascoltare musica in qualsiasi parte. Denigrato da Steve Jobs, che lo paragonò ad un mattone, fu in realtà una delle creazioni più di successo prima dell'avvento sul mercato dell'iPod della Apple. Il Walkman sopravvisse anche all'epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un pò più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Il crollo delle vendite iniziò nel 2001 con la musica digitale e l'iPod. Il lettore sarebbe diventato una delle creazioni tecnologiche di maggior successo a commerciale soprattutto negli anni Ottanta. Offrendo la possibilità di portare la musica sempre con sé, e divenne l'icona di una generazione. Creato da Akio Morita, Masaru Ibuka e prodotto dalla Sony che ne registrò anche il marchio, il Walkman ebbe il vero e proprio lancio a livello globale grazie a quel film del 1980.
Il prototipo del Walkman fu ispirato da registratore a cassette usato dai giornalisti e conosciuto come Sony Pressman. Anche se simile nell'aspetto, il Walkman sostituì la capacità di registrare con la capacità di riproduzione stereo. «Questo è il prodotto - disse allora Akio Morita (presidente di Sony) - che soddisferà le esigenze di quei giovani che vogliono ascoltare musica tutti i giorni. Lo porteranno ovunque». Il primo modello, di colore blu e argento, fu lanciato in Giappone il 1 luglio del 1979 e venduto all'equivalente di 150 dollari. Dopo un anno arrivò nel Regno Unito: il primo modello, TPS-L2, era di colore blu-argento ed aveva un prezzo di 200 dollari. A metà degli anni Ottanta, la Sony cominciò a produrre walkman a basso costo e con il modello WM-22 il musicassette cominciò a divulgarsi tra i giovani.
Fu subito un successo. Geniale anche l'idea di dotarlo di due jack anziché uno in modo che due persone potessero ascoltare musica allo stesso tempo. E, per una fortunata congiunzione astrale, i ragazzi degli anni Ottanta potevano godersi, nelle cuffiette magari da condividere con un amico o con la ragazzina, un’epoca di grande musica: dai Pink Floyd ai Genesis, dai Rolling Stones ai Police fino alla musica più commerciale di Abba e Bee Gees, ascoltare questi pezzi nel walkman dava un’impressione del tutto nuova, molto più intima e personale.Il Walkman sopravvisse anche all'epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un pò più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Nel corso degli anni, sono stati venduti più di 330 milioni di walkman in tutto il mondo, di cui 150 solo negli Stati Uniti.
Poi arrivò il declino a partire dal 2001 con l'avvento della musica digitale e l'introduzione sul mercato dell'iPod. Il Walkman fu mandato in pensione definitivamente nel 2010. Oggi tutti, ma proprio tutti, ragazzi e non, giriamo per le strade delle nostre città con le cuffiette perennemente sistemate nelle orecchie. Gli smartphone, sempre più avanzati, danno la possibilità di ascoltare tutta la musica che voigliamo, senza le vecchie care musicassette. Molto più comodo, certo. Ma non è la stessa cosa. —
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