Massarutto ci accompagna nell’economia dei rifiuti
Domani, alla Sant’Anna, la presentazione del saggio tecnico sul mondo del riciclo
pisa. “Un modo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare” (il Mulino) non è solo un saggio tecnico sul mondo dei rifiuti e del riciclo. È un bel libro su un tema di attualità, di facile lettura, piacevole, che alterna capitoli economici e tecnici, ad approfondimenti storici, filosofici, culturali, antropologici. La presentazione è in programma domani, alle 14.30, nell’aula 14 della Scuola Superiore Sant’Anna di via Maffi alla presenza dell’autore Antonio Massarutto, di Marco Frey, docente della Sant’Anna, e di Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana.
«Il pregio più grande che ha l’ultimo libro dell’economista Massarutto – sostiene Alfredo De Girolamo – è la sua laicità. In un dibattito pubblico caratterizzato da “opposti estremismi” (da rifiuti zero a inceneriamo tutto) ci parla con equilibrio, ragionevolezza, curiosità di capire le cose, si basa sui dati e sulla realtà, prima di sparare una ricetta. Insomma, una chiave di lettura originale e laica: economia circolare come “stella cometa”, come direzione, tendenza da seguire senza dogmi e anche senza sospetti. Un paradigma che eviti sia approcci apocalittici (moriremo sepolti dai rifiuti), sia eccessivamente utopistici (i rifiuti spariranno). Economia circolare come “ragionevole compromesso” fra “pauperismo fanatico e ottimismo industrialista”, questo per l’autore uno dei punti di successo di questo nuovo approccio. Per questo lo slogan è stato recepito dai cittadini, per questo piace. Se il dibattito pubblico abbandonasse i toni ideologici per atterrare nel territorio della razionalità e del buon senso, ne guadagneremmo tutti. In fondo solo in Italia la discussione è cosi polarizzata e identitaria. Negli altri Paesi europei si discute, si cercano soluzioni, si fanno compromessi, si fanno i conti con la realtà e con l’innovazione in modo serio».
Il libro di Massarutto riporta anche la parola magica “economia circolare” in una zona di decisione politica e di concretezza, privandola di quell’aura da bacchetta magica miracolosa che la sta avvolgendo.
«L’autore – aggiuge De Girolamo – ci spiega che economia circolare vuol dire più impianti ed industrie non meno, che i rifiuti non evaporano nella nuova filosofia ma entrano in un mercato aperto, globale, instabile, che ci vuole più politica pubblica non meno. Finalmente». —
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