Italia
Chagall “velato” per la giornata mondiale del rifugiato
NEW YORK. Gli «Amanti» di Marc Chagall «velati» per tre giorni, per puntare i riflettori sul dramma dei profughi. Il Metropolitan Museum di New York, con questo gesto a forte carica simbolica, ha fatto da apripista sposando la campagna dell'International Rescue Committee in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra giovedì prossimo. Sull'esempio del museo newyorchese, anche la Tate e il Victoria and Albert di Londra si sono associati all'iniziativa. Al Met e al Met Breuer un particolare itinerario è stato studiato per far conoscere opere di altri artisti rifugiati come Chagall: nel 1941 il pittore degli «Amanti» con la compagna Bella Rosenberg fu uno delle 1.500 persone fatte fuggire dalla Francia dall' organizzazione umanitaria fondata da Albert Einstein che sarebbe diventata poi l'International Rescue Committee. Come lui sono stati profughi, gli altri Max Beckmann, Max Ernst, Piet Mondrian, Mark Rothko, Sopheap Pich e il sudanese Ibrahim El-Salahi, i cui dipinti sono segnalati nell'itinerario del Met da una speciale didascalia gialla. «Abbiamo voluto mostrare cosa sarebbero le pareti di un museo senza il contributo di artisti profughi», ha detto David Miliband, presidente dell'International Rescue Committee ed ex ministro degli esteri britannico. Analoghi riflettori su artisti rifugiati presenti nelle collezioni sono stati puntati da oggi nelle quattro gallerie della Tate a Londra, Liverpool e St Ives. Al V&A, per la settimana del rifugiato sono state mese in mostra opere di giovani imprenditori fuggiti da aree di crisi e il contributo oggi da forza alle comunità dove si sono inseriti. «Le raccolte del Met - 5000 anni di storia da ogni angolo del globo rivelano l'indelebile impatto che i profughi hanno avuto sulla storia dell'arte e la compressione dell'espressione creativa», ha detto Max Hollein, il direttore del Met. Per Miliband «siamo fronte a una doppia emergenza. Da un lato più persone che mai sono costrette a fuggire le proprie case per guerre, violenze e persecuzioni, dall'altra sempre piu paesi voltano loro le spalle». L'ex capo del Foreign Office ha aggiunto che «i profughi che accogliamo migliorano il nostro mondo. Oggi più che mai dobbiamo ricordare l'importanza e il potere del benvenuto». —
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