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Scultura da regina

La Young a Siena: le opere extralarge che parlano di miti

Stefano Adami
La Young a Siena: le opere extralarge che parlano di miti

L'inglese è considerata una delle più importanti artiste contemporanee: venerdì 24 maggio l'inaugurazione

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Una delle rare mostre della grande scultrice inglese Emily Young apre  venerdì 24 maggio a Siena (‘Emily Young: Stone Carvings’, Siena, via T. Pendola, Inaugurazione h. 19). È difficile, infatti, vedere in esibizione in Italia i lavori di questa interessante artista, definita alcuni anni fa dal Financial Times ‘una delle più importanti scultrici di questi anni’.

La ricerca artistica della scultrice inglese si concentra infatti ormai da tempo sul ripensamento e la ricreazione di immagini mitiche, delle radici profonde della condizione creaturale della terra e del soggetto umano. Proprio all’interno di questo quadro, le produzioni della Young sono dunque per loro stessa natura oggetti artistici di grandi volumi e dimensioni. Oggetti che richiedono spazi specifici, costruiti e ripensati appositamente per accogliere – in un percorso organico e articolato - la ricerca artistica dell’autrice.

Per queste ragioni Emily Young è spesso ospite d’obbligo alla Biennale di Venezia. La questione cruciale del futuro della terra e delle forme di vita che la abitano, e che, spesso, tendono a distruggerla, è da tempo la questione artistica centrale del percorso di indagine della Young. Un percorso che coinvolge, oltre agli aspetti legati all’arte come esperienza inesprimibile, anche studi e ricerche ad ampio spettro. È proprio per tale ricerca, infatti, che la scultrice ha deciso di fare della Toscana il suo laboratorio, il suo luogo di studio e di creazione.

Vari anni fa, infatti, la Young ha acquistato il convento seicentesco di Santa Croce, a Batignano, a pochi passi da Grosseto. Una struttura imponente, viva, ancora ricca di tutto il suo fascino storico, artistico, umano. Una struttura già da molto tempo dedicata alla creazione artistica. Il Convento, infatti, già dalla fine degli anni ’60 era proprietà di un noto designer e scenografo inglese, Adam Pollock. Che lo aveva trasformato nella sede di un importante festival musicale internazionale, il Festival Musica nel Chiostro. Il Festival per il quale Italo Calvino volle completare un libretto di Mozart, ‘La Zaide’. Nel 2004, Pollock decise di chiudere il Festival, e tornare a Londra.

Il grande Convento passò alla Young, che intendeva trasferircisi e usarlo come atelier. L’originalità del paesaggio della zona ha esercitato, infatti, in qualche modo, per l’artista inglese, un richiamo potente verso quelle immagini ricercate di cui si diceva sopra. Dagli anni di quel suo trasferimento, quindi, il territorio della Toscana meridionale ha rappresentato, per la Young, uno specchio attraverso il quale guardare, alla ricerca della profondità della propria voce e della propria produzione artistica. La mostra che si apre oggi a Siena, infatti, non è la prima mostra toscana di Emily Young. La prima fu inaugurata a Grosseto, con la stessa Young, il 18 settembre 2015, nella Chiesa dei Bigi. Questa seconda mostra aprirà definitivamente, si spera, lo sguardo toscano sulle nuove creazioni della Young. —


 

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