Italia
La Toscana bio all’avanguardia nell’Italia verde
Le cifre di una ricchezza straordinaria ma anche il rovescio della medaglia: quasi 600 specie animali sono a rischio estinzione
ROMA. Cifre incoraggianti e cifre allarmanti. Speranze e delusioni. Ieri, giornata mondiale della biodiversità, è stata l’occasione per parlare di ambiente e di economia “green”.
Vediamo prima il positivo. «Solo negli ultimi tre anni - dice Paolo De Castro, vicepresidente della commissione agricoltura dell’Europarlamento - sono oltre 800mila gli ettari che in Italia si sono convertiti al biologico, con una crescita del 71% negli ultimi sette anni. Il biologico viene coltivato sul 15,4% della superficie nazionale, per 1,9 milioni di ettari da oltre 75mila imprese». L’Italia è così all’avanguardia che le nostre regole sulla produzione biologica potrebbero essere esportate pari pari in Europa.
E in questo senso la Toscana è in prima linea. Nella nostra regione, come sottolinea Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti toscana, la biodiversità rappresenta il vero valore aggiunto dell’agricoltura, una ricchezza straordinaria, resa possibile dal forte impegno delle imprese agricole, vere depositarie dell’inesauribile forziere di specialità messo a disposizione in una regione che vanta 15 Igp (Indicazione geografica protetta), 16 Dop (Denominazione di origine protetta), 11 Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), 41 Doc (Denominazione di origine controllata), 6 Igt (Indicazione geografica tipica) e 460 PAT (Prodotti agroalimentari tradizionali). A questi numeri si aggiungono 5000 aziende agricole ed oltre 125mila ettari destinati al biologico o in conversione. «Un bene prezioso - afferma Filippi - che non ha solo un fine naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole “Made in”. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni valorizzando la biodiversità».
Passiamo alle cattive notizie. Una ricerca di Legambiente, diffusa per l'occasione, spiega che nel nostro paese, su 2.807 specie animali, sono ben 596 quelle valutate a rischio di estinzione, oltre un quinto. Le minacce sono i cambiamenti climatici, il sovrasfruttamento delle risorse naturali, la frammentazione e la perdita dell'habitat, l'inquinamento e i pesticidi, l'introduzione di specie aliene invasive. Nel Mediterraneo sono state valutate fino ad oggi quasi 6.000 specie, di cui il 25% è stato classificato come minacciato.
Per Federparchi, l'associazione delle aree protette, in Italia sono a rischio il 45% di animali vertebrati sulle 1.265 specie presenti sul nostro territorio, il 15% delle piante superiori, il 40% delle piante inferiori e il 30% dei principali ambienti naturali. —
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