Mengoni, effetti speciali e un palco tutto a colori Due serate al Mandela
FIRENZE. Marco Mengoni è uno dei protagonisti più interessanti della scena musicale italiana. Il suo live show, “Atlantico Tour”, è cresciuto strada facendo, in due anni da analogico è passato al digitale, e così confezionato stasera (replica domani) fa tappa al Mandela Forum di Firenze. Il concerto è diviso in tre parti: nella prima prevale il bianco e nero, nella seconda i colori invadono il palco e, in un crescendo, si arriva alla totalità dello show del terzo blocco. Sono tre anche i livelli che costituiscono la scena: un fondale industriale, un vero e proprio muro di ferro e lamiera, a cui si sovrappone uno schermo trasparente in grado di scomparire all’occorrenza e il kabuki sul proscenio che inizialmente cela l’intero impianto. In due ore la scenografia, scarna e minimale all’inizio, svela parti inaspettate, grazie anche al fenomenale gioco di luci, firmato da Jordan Babev (già collaboratore di Phoenix ed Editors). «Sono un assiduo frequentatore di concerti – spiega Mengoni - per me seguire la crescita della dimensione del live non è solo un dovere, ma un vero piacere. Anni fa rimasi folgorato dai Talking Heads, forse nasce proprio da lì il mio desiderio di creare uno show che si trasforma di continuo».
g.r.
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