Il Tirreno

Orgoglio Mahmood secondo per un soffio. Eurovision bollente tra musica e politica

Danilo Fastelli
L’olandese Duncan Laurence con "Arcade" ha vinto "Eurovision Song Contest". Al secondo posto "Soldi" di Mahmood (a destra) battuta sul filo di lana
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L’olandese Duncan Laurence con "Arcade" ha vinto "Eurovision Song Contest". Al secondo posto "Soldi" di Mahmood (a destra) battuta sul filo di lana

Madonna, bandiere palestinesi, l’armistizio con San Marino. Cinque cose per cui ricorderemo il grande show di Tel Aviv

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A rileggerle ora le polemiche del dopo Sanremo fanno sorridere. Fuori dal nostro cortile fiorito Mahmood ottiene un successo straordinario con la sua “Soldi” all’European Song Contest che si è concluso a Tel Aviv nella notte inoltrata tra sabato e domenica, andando vicinissimo a conquistare il microfono di cristallo. A spuntarla tra i 26 finalisti internazionali è l’olandese Duncan Laurence con il brano “Arcade”: 492 punti, mentre il portabandiera italiano si ferma 27 punti sotto. Un risultato inaspettato per l’Italia, in una serata decisamente movimentata e in cui ha fatto irruzione con prepotenza la questione israelo-palestinese. Ecco cinque motivi per cui la ricorderemo.

1. MADONNA SI SCHIERA

Difficile trovare un’ospite più prestigiosa. La regina del pop in persona è salita sul palco per presentare il brano “Future”, splendido anticipo del nuovo album “Madame X” in uscita a giugno. La popstar è finita nel girone delle polemiche per aver fatto indossare a due ballerini casacche con la bandiera israeliana e palestinese. Sono stati gli ultimi a uscire di scena, abbracciati: ecco il futuro secondo Madonna, tenace sostenitrice della coesistenza tra i due popoli. L’artista aveva resistito alle forti pressioni pro-palestina – in testa Roger Waters, ex Pink Floyd – di boicottare l’Eurovision. Invece a Tel Aviv ha risposto a modo suo, autocitandosi: «La musica ha il potere di unire le persone».

2. BANDIERE PALESTINESI

Se l’Unione europea di radiodiffusione (Ebu), organizzatrice dell’evento, si è limitata a criticare Madonna – «Fuori la politica dall’Eurovision» – sta ora valutando di punire i concorrenti islandesi, gli Hatari. La band ha sbandierato sciarpe con la scritta “Palestina” durante la lettura dei risultati, scatenando un coro di fischi dalla platea israeliana e il gelo tra i presentatori: la regia si è affrettata a toglierli dall’inquadratura mentre interveniva il servizio d’ordine.

3. SOLDI, SOLDI

Primo italiano a ricevere il premio per la composizione, un secondo posto inatteso se si considera che è stato tra i pochi a non cantare in inglese per ingraziarsi il pubblico straniero. Neanche Raphael Gualazzi nel 2011 era andato così vicino alla vittoria. Meglio di lui, in tutta la storia dell’Eurovision, hanno fatto solo Gigliola Cinquetti nel ‘64 e Toto Cotugno nel ‘90, uniche due vittorie italiane. L’immagine che resta è un’arena che batte le mani a tempo sulla sua “Soldi”.

4. TRADIMENTO DANESE

Per vincere all’Eurovision ti devono votare dall’estero, sia le giurie di qualità sia il pubblico da casa. L’Italia ha assegnato il suo massimo punteggio alla Danimarca. Ma i danesi non hanno ricambiato, contribuendo così a relegare Mahmood al secondo posto. I social hanno gridato al tradimento e qualcuno ha voluto vendicare lo screzio vandalizzando la pagina di Wikipedia. Qualcuno ha modificato la descrizione con delle aggiunte tipo: «La Danimarca è lo stato più piccolo della Scandinavia... con il maggior numero di abitanti infami». Le offese sono state rimosse.

5. PACE CON SAN MARINO

San Marino ha attribuito il massimo punteggio all’artista italiano. Un armistizio eurovisivo dopo anni di voti contro, in un sistema in cui vincono i “vicini” che si coalizzano (gli scandinavi insegnano). Ma gli amori funzionano se sono reciproci. Chissà se nel 2020 l’Italia restituirà il favore. —
 

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