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Bisogna eliminare le incrostazioni che hanno coperto le sue parole
Marx a Londra come Dracula di Bram Stoker, dritto al cuore del futuro per raccontare il capitalismo, grande mostro della modernità
Rileggere Marx oggi – come intende fare questo convegno – vuol dire in primis cercare di eliminare le incrostazioni che hanno coperto le sue parole durante tutto quello che è successo dopo di lui, “su” di lui. Come un archeologo che pulisce i ritrovamenti del suo scavo.
L’eccezionale talento del signor Marx per descrivere i caratteri profondi della propria epoca, e alcuni aspetti delle epoche future, si rivela, naturalmente, con il suo arrivo in Inghilterra. In questo, Marx è come il Dracula di Bram Stoker, che convoca nel suo remoto castello nella parte oscura d’Europa il giovane avvocato inglese Jonathan Harker. E lo convoca perché ha preso una decisione capitale: deve trasferirsi a Londra. È una decisione terribile. Perché è a Londra che, chissà come, il mondo si è rimesso in marcia. È lì che succede tutto. Per avere il polso del presente, e del futuro, dunque l’uomo-senza-morte deve andare a vivere lì dove batte il sangue della grande macchina. È lì che potrà mantenere il contatto con il cuore palpitante delle cose. Allo stesso modo Marx.
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Il Manifesto del Partito Comunista si apre parlando di uno spettro che si aggira per l’Europa. E si chiude evocando le catene, il faticoso strascicare delle catene della schiavitù materiale da cui – finalmente – gli iloti di sempre potranno, forse, liberarsi. Liberando se stessi, libereranno il mondo. Oltre il Manifesto, l’imponente, infinita analisi del Capitale racconta poi il percorso del grande mostro della modernità, della nuova Idra. È il drago dell’Accumulazione. Della Produzione. È un drago così potente che ha inoculato le sue uova nel sangue dell’uomo. E si trasforma continuamente, adattandosi con perfetto genio a ogni tempo nuovo e plasmandolo secondo i suoi scopi, i suoi desideri. Attraverso queste trasformazioni continue, il drago tiene sempre in pugno il mondo. Un mondo desolato. Forse lo stringerà in eterno. O forse l’uomo è egli stesso quel drago? Il capitalismo è semplicemente la natura umana? E sorgerà mai un cavaliere, o meglio: un circolo di cavalieri, capaci di uccidere il drago? E di liberare di nuovo l’esistenza? —
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