Il Tirreno

Il “Lear” di Aribert Reimann per una prima del Maggio dal taglio contemporaneo

Gabriele Rizza
Il “Lear” di Aribert Reimann per una prima del Maggio dal taglio contemporaneo

firenze: giovedÌ con repliche il 5 e il 9 

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Sarà un’opera del Novecento, il “Lear” di Aribert Reimann, a inaugurare giovedì prossimo l’82ª edizione del Maggio Musicale Fiorentino. Un titolo che si inserisce perfettamente nel clima che caratterizza quest’anno il festival, il cui asse ruota sul binomio “Potere e Virtù”.

Il compositore tedesco Aribert Reimann firma il suo “Lear” nel 1978. L’uomo è già sbarcato sulla luna ma il Muro divide ancora Berlino e l’equilibrio mondiale poggia sempre sui due blocchi usciti dalla guerra. L’opera, nata su sollecitazione del baritono Dietrich Fischer-Dieskau, che ne sarà il primo interprete, debuttò alla Staatsoper di Monaco di Baviera.

Il soggetto è tra i più noti e celebrati della drammaturgia scespiriana. Un personaggio, il vecchio re simbolo del caos familiare e del disfacimento morale, che ha affascinato ma anche scoraggiato molti compositori, uno su tutti Giuseppe Verdi, che ne fu assillato per tutta la vita, senza riuscire a tradurlo in musica.

Lear, spogliato dei suoi averi e dei suoi onori, precipita nel baratro della follia. La musica di Reimann, memore delle tecniche compositive di mezzo secolo di storia, dalla lezione della Seconda scuola di Vienna all’anarchia sperimentale del post avanguardia, lo accompagna in questa caduta inarrestabile, con una scrittura livida e tagliente, lancinante e visionaria.

L’allestimento, che arriva dall’Opera di Parigi (dove è stato presentato nel 2016) è firmato da Calixto Beito, regista catalano noto per le sue messinscene audaci e spericolate, fuori dalle convenzioni. Come a Parigi tre anni fa, a dirigere sarà Fabio Luisi, e dal cast provengono alcune voci, prime fra tutte quella del protagonista, Bo Skhovus, nel ruolo del titolo.

Reimann, che ha 83 anni, sarà in sala alla prima. Completano la locandina le scene di Rebecca Ringst, i costumi di Ingo Krugler, le luci di Franck Evin e i video di Sarah Deredinger.

Due sole le repliche: il 5 e il 9 maggio. —

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