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Mediterraneo Downtown il festival che ci unisce a Medio Oriente e Africa
Da oggi a domenica tre giorni dedicati a economia, diritti e accoglienza. Sarà premiata la giornalista Sihem Bensedrine Musica con Nada e Rondelli
Organizzata a Prato da Comune, Cospe e Regione Toscana, in collaborazione con Libera, Amnesty International e Legambiente, si chiama “Mediterraneo Downtown” la tre giorni coordinata da Raffaele Palumbo, che da oggi a domenica mette in relazione le diverse sponde di un continente liquido, proteso dall’Europa all’Africa fino al Medio Oriente. Epicentro e snodo il Mare Nostrum, termometro di una conflittualità globale che si spalanca quotidianamente sulla più tragica delle crisi contemporanee: l’immigrazione. Di questo e dei suoi derivati (economia, razzismo, caporalato, sfruttamento, accoglienza, informazione), si fa carico il festival attraverso una fitta girandola di appuntamenti, incontri, mostre, concerti, proiezioni, talk show, presentazioni editoriali, dibattiti, disseminati in vari spazi della città: dal Museo del Tessuto al Centro Pecci, dalla Biblioteca Lazzerini al Teatro Metastasio. Dove nel pomeriggio, l’apertura ufficiale, sottolineata da un efficace gioco verbale, “Med Carpet”, vede sfilare i rappresentanti delle istituzioni promotrici della kermesse, prima di sfociare nella conversazione a due voci, pilotata dallo stesso Palumbo, fra il marocchino Tahar Ben Jelloun (autore del best seller “Il razzismo spiegato a mia figlia” ) e il pratese Sandro Veronesi.
Un confronto sui temi caldi del Mediterraneo che va oltre la cronaca e la letteratura, inglobando resistenza civile, poesia e bellezza, rinsaldato dalla lettura di alcuni brani, affidata a Daniela Morozzi e al piano di Francesco Maccianti. Dopo la consegna del premio “Mediterraneo di pace” a Sihem Bensedrine, giornalista, attivista tunisina, presidente della commissione “Verità e Giustizia” che indaga sui crimini della dittatura di Ben Alì, sarà Nada a chiudere la serata in concerto, con gli inediti del suo nuovo lavoro discografico, “È un momento difficile tesoro” (uscito a gennaio prodotto da John Parish), affiancata dalla collega Angela Baraldi (otto album all’attivo), nonché indimenticabile protagonista del film di Gabriele Salvatores, “Quo vadis, baby?”. Nell’ambito della sezione “Economie mediterranee”, Hind Laram, stilista originaria del Marocco, e Ghapios Garas, imprenditore egiziano di una società di informatica, racconteranno le storie delle loro imprese e di come hanno creato posti di lavoro, e al centro del dibattito saranno temi cruciali come i diritti violati, il ruolo delle donne o delle giovani generazioni, l’ambiente, la natura, il cibo, la libertà d’opinione e il diritto all’informazione.
Il programma comprende poi una serie di interventi che raccontano le città del Mediterraneo, da Matera a Tunisi, da Atene a Barcellona, mentre fra gli ospiti spiccano i nomi di Ilaria Cucchi, di Cesare Dagliana col suo reportage fotografico dai territori occupati palestinesi, di Lorenza Baroncelli (curatrice della Triennale di Venezia), di Paolo Di Paolo che legge il “Breviario mediterraneo” di Predag Matvejevic, di Giuseppe Cederna in viaggio fra avventure, naufragi, derive, incontri sul filo dell’acqua, raccolti nel suo “Mediterraneo Express”, di Marzouk Majeri (polistrumentista tunisino) e Charles Ferris (trombettista californiano), protagonisti di un set all’alba, dalle 6 di domenica, nel chiostro di san Domenico. E domani sera Bobo Rondelli accompagna con le sue canzoni la cena mediterranea di beneficenza organizzata dall’associazione “Cuochi di Prato” alla mensa Giorgio La Pira (via del Carmine) a sostegno del progetto Buono Notte.
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