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Le Biancane, pezzo di Luna in Maremma, in navetta tra soffioni e suggestione

Giulia Sili
Le Biancane, pezzo di Luna in Maremma, in navetta tra soffioni e suggestione

Il museo di Monterotondo consente una sorta di viaggio al centro della terra. La geotermia in tutte le sfaccettature

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Un viaggio al centro della terra: è questo che promette il nuovo museo, o meglio GeoMuseo, di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto. Il parco delle Biancane è uno dei pochi siti in cui è ancora oggi possibile ammirare le manifestazioni naturali tipiche dei Comuni geotermici: soffioni, bulicami, putizze e mofete, che donano una componente cromatica particolarissima a piante, rocce e terreni. Il risultato è un paesaggio unico nel suo genere, che molti definiscono “lunare”.

Tutte queste caratteristiche sono state trasportate all'interno del Mubia, il Museo delle Biancane, realizzato all'interno dell'ex centrale dei Lagoni Boraciferi da Armando Costantini e Giancarlo Pagani dell’Università di Siena e dal progettista Marco Del Francia. «Realizzare il Mubia all'interno dell'ex centrale ha significato stringere ancor più il legame tra le manifestazioni geotermiche delle Biancane e le testimonianze “storico-industriali” dello sfruttamento del fluido endogeno da parte dell’uomo» racconta Del Francia. Il progetto è stato delineato attraverso l'uso della metafora letteraria, in modo che l'allestimento stesso prendesse la forma di una narrazione, in grado di coinvolgere il visitatore ed essere occasione di riflessione e conoscenza. “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne, e “Viaggio allucinante” di Richard Fleischer, sono state in questo caso le suggestioni maggiori che hanno indotto gli ideatori del Mubia a inventare una sorta di “navetta” per esplorare il sottosuolo delle Biancane.

Viene proprio da lì l'idea della GeoNave, una sfera nera, misteriosa, di grande impatto emotivo, nel cui interno è possibile compiere un viaggio multimediale alla scoperta delle peculiarità geologiche che stanno al di sotto dei nostri piedi. «Lo spazio libero e verticale dell’edificio ha suggerito fin dall'inizio un allestimento che andasse a riempire questo vuoto spaziale con qualcosa che ne diventasse il fulcro catalizzatore – spiega Del Francia – L’idea è stata quella di occupare il grande volume a tutta altezza con una sfera di altrettanta grandiosità, suscitando “il fin di meraviglia” nel visitatore».

La sfera è infatti una figura geometrica che ha la capacità di evocare sia richiami simbolici e magici che prestarsi a divenire metafora per raccontare la molteplicità dei temi del parco. Le particolari caratteristiche geologiche che rendono uniche questo territorio, per il progettista, si esplicano attraverso un mix sapiente di esposizione tradizionale alternata all’uso delle nuove tecnologie. Il nuovissimo progetto verrà svelato domani pomeriggio alle 15.30 alla presenza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. —
 

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