Il Tirreno

firenze: palazzo medici riccardi 

Glamour, creativo, privato. Con Sukita nel mito Bowie

Gabriele Rizza
Glamour, creativo, privato. Con Sukita nel mito Bowie

In mostra fino al 28 giugno gli scatti del fotografo giapponese che per 40 anni fu amico e cantore del Duca Bianco e autore della celebre copertina di “Heroes”

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Musicalmente parlando il legame fra David Bowie e la Toscana risale a 50 anni fa. Era l’estate del 1969 quando il poco più che ventenne Bowie, in rappresentanza dell’Inghilterra, si esibì per la prima volta in Italia, a Monsummano Terme. Sul palco del Festival internazionale del disco cantò “When I live my dreams”, piazzandosi al secondo posto dietro la spagnola Cristina. La giuria fu miope. Ma certo non poteva sapere che di lì a pochi mesi quel semisconosciuto cantante d’oltremanica avrebbe pubblicato “Space Oddity”. Rientra in questa cornice memorialistica la mostra che si apre domani a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi, che racconta il Duca Bianco attraverso le immagini di Masayoshi Sukita, il fotografo giapponese che ne fu amico e cantore.

Nelle sale al piano terra della quattrocentesca dimora medicea, si potranno ammirare non solo gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album “Heroes”, ma anche fotografie storiche tratte dall’archivio personale di Sukita che raccontano un’amicizia iniziata negli anni Settanta. Un corpus di 90 fotografie, alcune delle quali esposte per la prima volta in Italia, che ripercorrono un sodalizio durato oltre quarant’anni, che vivrà il suo momento clou il 25 maggio, quando lo stesso Sukita sarà a Firenze per incontrare il pubblico.

Immagini che combinano il Bowie artista, l’inventore del glam rock, con il Bowie dietro le quinte, più intimo e quotidiano, immagini che lasciano intuire un rapporto costruito sulla reciproca stima, sull’affetto e su uno scambio di interessi e modi di sentire affini, oltre che sulla professionalità. Sfilano così il Bowie che si esibisce sul palco, mentre posa con un abito dello stilista Kansai Yamamoto o più semplicemente che fuma una sigaretta aspettando il metrò. Per finire con la serie di immagini scattate nel 1977, da cui sarà tratta la celebre copertina dell’album “Heroes” che dà il titolo alla mostra. «Guardare David sul palco mi ha aperto gli occhi sulla sua genialità creativa – ha detto Sukita – era diverso dagli altri rocker, aveva qualcosa di speciale che dovevo immortalare».

La mostra, aperta fino al 28 giugno, sarà affiancata da una serie di eventi, tra cui i concerti acustici nel segno di Bowie, a cura de Le Nozze di Figaro, che si terranno nel cortile del Palazzo. Catalogo Oeo edizioni. —


 

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