Il Tirreno

Viaggio nella Lega ed i suoi “segreti” con il nuovo libro di David Allegranti

Viaggio nella Lega ed i suoi “segreti” con il nuovo libro di David Allegranti

Pisa, giovedì alla gipsoteca in piazza San Paolo all’Orto la presentazione di “Come si diventa leghista”

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PISA. “Come si diventa leghista” è il titolo del libro di David Allegranti che sarà presentato giovedì alle 18 nella gipsoteca di piazza San Paolo all’Orto. Allegranti è un giornalista del Foglio e del Corriere Fiorentino, attento osservatore delle vicende politiche toscane, che ha realizzato un’inchiesta giornalistica sul ribaltone elettorale che ha portato la Lega di Salvini al governo della città della Torre. Del libro e delle sue tesi discuteranno con l’autore Adriano Sofri, Paolo Fontanelli ed Antonio Mazzeo. L’appuntamento, organizzato dalla libreria Ghibellina e dall’editore Utet.. Con il suo libro Allegranti ha indagato sulle cause e sulle motivazioni che hanno aperto la strada alla vittoria della destra, in particolare sulla incredibile crescita elettorale della Lega nei quartieri popolari della città. In molti, a Pisa, si sono posti la domanda su come sia potuto accadere un cambiamento così netto e repentino in una realtà governata da tanti anni dalla sinistra. Una riflessione che forse è utile per capire dove va l’Italia.

«È evidente che la spirale di odio, alimentata ogni giorno dalla Lega e dal suo capo, si sta allargando e comincia ad agire su più fronti – sostiene Fontanelli –. L’insistenza su posizioni e iniziative antiimmigrati, condite di razzismo e di discriminazione, sta producendo una reazione che finora in Italia non avevamo mai visto. Il nostro Paese è stato risparmiato dal terrorismo di matrice islamica perché ha fatto argine verso il fanatismo fondamentalista. Il sentimento d’odio è stato limitato, controllato e combattuto. Oggi, invece, sono state rimosse quelle cautele e gli imprenditori dell’odio, mossi da calcoli politici elettoralistici, si sono messi al lavoro nel mondo e in Italia».

«Come si fa non vedere nelle stragi nelle moschee in Nuova Zelanda qualcosa che cresce anche da noi, con tutto il portato connesso alla proliferazione delle armi e gli istinti forcaioli che vengono sollecitati? – si chiede –. Ecco, spero di sbagliarmi ma il futuro che si sta preparando, per logica di risentimento e di reazione, può riservare sorprese come avvenuto a Parigi, a Nizza o in Germania. Se questa preoccupazione ha fondamento, il confronto politico e istituzionale dovrebbe prendere ben altra strada da quella che stiamo vedendo, cercando di individuare i punti per un’efficace politica della sicurezza, che non è fare la guerra ai disperati che scappano dai conflitti, dalle violenze o dalla miseria. Invece assistiamo ad una polemichetta tra Di Maio e Salvini fatta di punture di spillo, in funzione della presunta concorrenza nel governo». —

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