Grande omaggio a Pirandello con “Il piacere dell’onestà”
Appuntamento stasera e domani pomeriggio con un testo firmato da Alessandro Averone
PISA. “Il Pirandello che non ti aspetti: allegro, vivace, energetico come una marcia turca di Mozart eseguita in versione rock, in bilico sul crinale del vaudeville ma senza rinunciare a niente della metafisica, filosofica profondità che è la cifra più caratteristica dello scrittore siciliano”. Così “L’Osservatore romano” su “Il piacere dell’onestà” diretto e interpretato da Alessandro Averone, la cui lunga tournée, in corso dal febbraio dello scorso anno, arriva ora anche a Pisa, per chiudere in bellezza la stagione teatrale: in scena al Verdi stasera, alle 21, e domani, alle 17.
Ispirata alla novella “Tirocinio” del 1905 e rappresentato per la prima volta nel novembre del 1917 a Torino, “Il piacere dell’onestà” è uno dei testi più grotteschi di Pirandello che anche qui, con la sua straordinaria maestria e la consueta causticità, attraverso il meccanismo del paradosso, mette in risalto le tematiche a lui care: la differenza fra l’essere e l’apparire, fra la maschera sociale e chi si è veramente. Tematiche ancora oggi quanto mai attuali.
«Ci muoviamo costantemente circondati da immagini – annota infatti Alessandro Averone – infinite immagini di come gli altri ci appaiono, di come noi appariamo a noi stessi e al mondo che ci circonda. Immagini di come vorremmo essere percepiti, di come gli altri vorrebbero essere visti da noi. Forme, involucri a cui l’uomo si aggrappa disperatamente per ancorarsi ad un senso del proprio essere. Il dibattersi grottesco dell’essere umano nel tentativo di rinchiudere la sostanza della propria persona in una forma riconoscibile che ne sancisca una verità». La trama è nota: Angelo Baldovino, un passato costellato da imbrogli dovuti al vizio del gioco, su invito di un vecchio compagno di scuola accetta di sposare Agata, una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l’apparenza della rispettabilità ed evitare lo scandalo. L’apparenza di onestà che gli viene richiesta spinge via via Angelo a comportarsi in modo spietatamente sincero mentre tutti gli altri attorno a lui faranno sempre più difficoltà a restare “nella parte”. Solo la giovane Agata saprà coglierne il senso profondo, nutrendo per Baldovino una specie d’amore. Così quello che è nato come un inganno sociale si trasforma in una unione vera. In scena, accanto allo stesso Alessandro Averone nel ruolo di Angelo Baldovino, Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini e Mauro Santopietro. —
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