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Mario Tozzi ci guida a conoscere il nostro pianeta

Nicoletta Tamberlich
Mario Tozzi ci guida a conoscere il nostro pianeta

Da sabato, per otto puntate a tema, Rai 3 propone “Sapiens” il nuovo programma di divulgazione scientifica con il geologo del Cnr

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Realizzato con molti reportage in esterni, il programma si apre e si chiude con Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr da anni prestato alla tv, in studio per una inedita forma di Ted, una breve conferenza-racconto che all’inizio pone le domande al centro della puntata e alla fine prova a tirare le fila del suo percorso di esplorazione e di indagine. Con “Sapiens - Un solo pianeta” la divulgazione scientifica e ambientale torna su Rai 3 in prima serata da sabato alle 21, 45.

Il programma pone domande sull’uomo, sulla natura, sullo spazio, sulla terra e sul futuro dei Sapiens, cercando le risposte con accurate indagini sul campo. «Da un lato l’esplorazione, dall’altro la divulgazione. In questo doppio registro – dice Tozzi – ci sono momenti dedicati alla spiegazione e poi servizi in esterna: la scienza diventa così un racconto sul luogo. Con accurate indagini poniamo quesiti, diamo le nostre risposte dopo accurate ricerche, dimostrazioni alla mano». I Sapiens sono animali uguali agli altri? Quali sono state le vere cause del successo dei Sapiens? Che cos’è davvero un fiume? E soprattutto vanno arginati per il rischio esondazioni o è meglio lasciarli liberi? Ne abbiamo ancora bisogno? Queste e tantissime altre le domande a cui Mario Tozzi prova a dare risposte chiare e semplici, seguendo un percorso originale e rigoroso d’indagine come uno scienziato può offrire.

Spiega il direttore di Rai3, Stefano Coletta: «Ho detto a Mario che il nostro storytelling è diventato più disteso. In “Sapiens” vedrete un Tozzi meno icastico, con una consapevolezza più matura dei contenuti che veicola. L’emergenza ambientale non può più essere spostata. Noi siamo sul pezzo».

Otto puntate per otto temi: i fiumi appunto, l’evoluzione dell’Homo sapiens, la Luna e la Terra vista dalla Luna, i terremoti, le città del passato e quelle del futuro, il Mediterraneo, Leonardo e il metodo scientifico, le strade fisiche e quelle immateriali, che collegano mondi diversi. Mario Tozzi viaggia e mostra luoghi molto differenti: dalla città di Gerusalemme ai templi di Malta, dal fiume Tagliamento al Nilo, dall’Etna agli tsunami in Asia, dalla strada romana dell’Appia al ponte Morandi.

In cosa si distacca questo programma da quelli di Alberto Angela? «Angela – risponde Coletta – è uno straordinario narratore, la sua offerta è di grande qualità. Quando sono arrivato io, Fazio, Gazebo e Ulisse sono andati via, ma noi di Rai 3 siamo forti. Quando ho pensato a Mario non ho pensato a chi potesse sostituire Alberto Angela. Tozzi è uno scienziato, non ha nulla a che vedere né con Angela né con Augias. La sua non è un’affabulazione, lui è un geologo».

Tozzi: «Io e Angela siamo differenti, lo stimo moltissimo. I linguaggi sono diversi, quindi rispetto a Ulisse si tratta di prodotti radicalmente diversi». —



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