Il Tirreno

«La mano di Da Vinci e Buonarroti nella costruzione del campanile»

di Luca Basile

Pietrasanta, la tesi dello studioso Klein è che i due maestri intervennero in fasi successive dei lavori 

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LA SUGGESTIONE



Il campanile del Duomo di Pietrasanta fu progettato e, forse, realizzato da Leonardo da Vinci. La tesi è dall’artista e studioso tedesco Andreas Oliver Klein, resa nota a margine della mostra, “Leonardo digitale” attualmente in corso nel Chiostro di Sant’Agostino della Piccola Atene pietrasantina. In realtà la tesi di Klein, particolarmente suggestiva, non va presa per oro colato e, come tutte le teorie, si presta a interpretazioni e domande. Resta il fatto, paradossale, che anche un altro genio immenso, e parliamo di Michelangelo, è da tempo considerato la mente pensante della costruzione della scala in pietra del campanile del Duomo. Come a dire che Pietrasanta, a cavallo del 1500 potrebbe essere stata attraversata e condivisa dalla genialità di Leonardo e Michelangelo.

«Il campanile è alto 36 metri. Rispetto alla decorazione marmorea del Duomo – scrive Klein – il campanile è piuttosto semplice: si pensa che il direttore dei lavori sia stato Donato Benti. Ma (ed è questo l’elemento innovativo ipotizzato da Klein, nda) anche Leonardo da Vinci potrebbe avere seguito la costruzione della torre già cominciata a inizio del 1500. Mentre la base di marmo intorno alla torre fu costruita più tardi, nel 1538, da Stagio Stagi. È concepibile che dal 1508/1509 Giovanni Francesco Rustici, insieme a Leonardo da Vinci nel suo ruolo di ingegnere, abbia installato la rampa a spirale su cui Michelangelo, in un secondo momento, installò il rivestimento di marmo della scala». «Il campanile, con la sua rampa a spirale – continua Klein – sembra essere stato concepito come altoforno per lo smaltimento del flusso di bronzo per le fondazioni sottostanti dello stampo del progetto del cavallo più grande del mondo».

A supporto di questo pensiero c’è una carta, risalente al 1509, che proverebbe il soggiorno di Leonardo a Pietrasanta. «Il documento, con data e ora precise sembra indicare il passaggio di Leonardo a Pietrasanta – dice Klein – e contiene una nota che descrive la risoluzione di un problema matematico a cui Da Vinci aveva lavorato a lungo». —

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