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Si parla di impresa donna con Darya Majidi e Paolo Dario del Sant'Anna
L’evento, organizzato dal Centro Studi Commedia all’italiana, nell’ambito del progetto Lanterne magiche, fa seguito alla proiezione del film “Scusate se esisto” di Riccardo Milani, proposto agli studenti in occasione della Festa della donna, nella sala del cinema Tirreno
CECINA. Giovedì prossimo, 14 marzo, nell’Aula magna del liceo Fermi di Cecina, alle ore 9, si parlerà di imprenditoria femminile e industria 4.0. Ospiti d’eccezione, Darya Majidi (nella foto) e Paolo Dario. L’evento, organizzato dal Centro Studi Commedia all’italiana, nell’ambito del progetto Lanterne magiche, fa seguito alla proiezione del film “Scusate se esisto” di Riccardo Milani, proposto agli studenti in occasione della Festa della donna, nella sala del cinema Tirreno.
Le vicende dell’architetto italiano Guendalina Salimei, alle quali il film liberamente si ispira, sono per gli studenti occasione di confronto con l’esperienza umana e professionale di Darya Majidi, autrice del volume Donne 4.0. Riflessioni di una imprenditrice e mamma digitale nata nel 1968. Majidi, nata e cresciuta a Teheran, laurea in Informatica a Pisa, con specializzazione in Intelligenza artificiale, attualmente è socia e Ceo della Daxo group, società di consulenza strategica startup innovative ed è Presidente di Dcare, società specializzata in tecnologie abilitanti ‘Internet of Things’ per i sistemi informativi ospedalieri. È stata assessore all’Innovazione della città di Livorno, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria e Vice Presidente di Confindustria di Livorno con delega alla ricerca. A dialogare con Majidi sarà il prof. Paolo Dario, direttore dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa. Vincitore nel 2017 del Ras Pioneer Award, l’Oscar dell’ingegneria, assegnatogli dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE), il prof. Dario ha ricevuto, nel novembre 2018, la prima laurea honoris causa conferita dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, “per il suo contributo scientifico allo sviluppo della bioingegneria che ha aperto nuove frontiere dell’innovazione tecnologica per la promozione della salute e della qualità della vita della persona mediante l’impiego della robotica in medicina”.
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