Il Tirreno

la scelta della Royal Academy of Arts 

Stesso numero di nudi maschili e femminili nella prima mostra #Metoo

Stesso numero di nudi maschili e femminili nella prima mostra #Metoo

2 MINUTI DI LETTURA





londra. Apre finalmente i battenti a Londra la mostra più attesa e chiacchierata dell’anno: il nudo nel Rinascimento, ovvero la raffigurazione del corpo umano, tra sacro e profano. Più di 80 opere, dal 1400 al 1530 di artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Bronzino, Leonardo, Dürer e Cranach, esposte nelle sale della prestigiosa Royal Academy of Arts, per raccontare la trasformazione dell’idea di bellezza nell’arte.

E fin qui la grande attesa nei confronti dell’esposizione non sarebbe giustificata, se non che i curatori hanno annunciato che il criterio per la selezione delle opere esposte è stato quello della “parità di genere”, si potranno dunque ammirare un numero di nudi femminili pari a quelli maschili. Per questo i media inglesi hanno già definito la mostra “la prima dell’era del #Metoo” . Una scelta che potrebbe apparire ininfluente ai puri appassionati d’arte, se non fosse per le recenti polemiche che hanno colpito il Metropolitan Museum dopo l’esposizione dell’opera di Balthus Thérèse Dreaming, accusata di avere riferimenti sessisti fin troppo espliciti e persino di promuovere la pedofilia.

Tornando al valore dell’esposizione, che promette di tracciare il processo di sviluppo del nudo nel suo momento più vitale, la mostra offre una selezione di capolavori di pittura su grande scala, illustrazioni di gioielli, sculture di bronzo e studi anatomici che mettono in contrasto l’idealizzazione del bello con il corpo che invecchia. Il Rinascimento, infatti, è stato un momento cruciale per la raffigurazione del nudo, grazie a una generale riscoperta dell’arte greca e romana e all’ispirazione che i modelli classici hanno dato ad artisti come Perugino, Gossaert e Pollaiuolo, anche nella rappresentazione di temi religiosi, quali la crocifissione o l’episodio biblico di Adamo ed Eva.

Come non potrebbe non essere in una mostra dedicata all’arte occidentale, quella italiana gioca un ruolo fondamentale, ma il contributo di opere giunto dall’Italia è scarso. La maggior parte dei dipinti e delle sculture di artisti italiani arrivano, infatti, da musei o collezioni private che risiedono all’estero. Tra i rari pezzi giunti dall’Italia il più degno di nota è una scultura di nudo maschile che arriva da Faeza. Assolutamente da non perdere la Venere Anadiomene di Tiziano e il San Sebastiano di Agnolo Bronzino. “The Renaissance Nude” resta aperta fino al 2 giugno.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana