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Italia ripescata ai Mondiali 2026, l’uomo di Trump è sicuro: «Più del 50% di possibilità che accada» – Le parole di Zampolli
L’inviato speciale dell’amministrazione statunitense torna a parlare del possibile ritiro dell’Iran e ricostruisce i contatti avuti con Infantino e con il ministro Abodi, rilanciando uno scenario che resta però in contrasto con quanto prevedono le norme FIFA per la sostituzione di una nazionale qualificata
L’ipotesi di vedere l’Italia ai Mondiali 2026 nonostante la mancata qualificazione torna a circolare. A riaccendere il dibattito è Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump, intervenuto nella puntata numero 792 di La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento. Zampolli è lo stesso che, in un’intervista al Financial Times, aveva dichiarato di aver suggerito sia a Donald Trump sia al presidente FIFA Gianni Infantino la possibilità di inserire gli Azzurri nel torneo al posto dell’Iran, qualora la nazionale mediorientale dovesse rinunciare a causa delle tensioni internazionali.
«Ho parlato con Abodi e chiesto a Infantino il ripescaggio dell’Italia»
Nel suo intervento, Zampolli ha confermato di aver discusso la questione con il ministro dello Sport Andrea Abodi e di aver percepito “tentennamenti” da parte dell’Iran legati alla guerra in corso. Da qui la richiesta avanzata a Infantino, che alla Casa Bianca – racconta – viene chiamato “Re Gianni”. Zampolli motiva così la sua posizione: «I visti sono molto difficili da ottenere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d’America è meglio che non vengano». Alla domanda sulle reali possibilità di un ripescaggio dell’Italia, si sbilancia: «Io penso più del 50%. Vedrò Infantino al GP di Miami e poi a Los Angeles».
Il ruolo degli Stati Uniti e la posizione di Trump
Sulla risposta dell’ex presidente USA, Zampolli resta più cauto: non dice di aver parlato direttamente con Trump, ma sostiene che non ci sarebbe stata una chiusura netta. Ribadisce però un punto: «I giocatori iraniani sono benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro: non possono arrivare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d’America». Secondo Zampolli, se l’Iran dovesse rinunciare, la FIFA potrebbe anche assegnare la vittoria a tavolino alla squadra avversaria. Ma aggiunge: «Continuo a sognare con voi».
Come nasce l’idea del ripescaggio
L’inviato spiega che la proposta è nata “settimane fa”, subito dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia che ha sancito l’eliminazione dagli spareggi. «Stavo parlando con la Casa Bianca, dovevo dire una cosa al presidente e gli ho scritto. È stato un suggerimento», racconta.
Cosa prevedono le regole FIFA: perché il ripescaggio è quasi impossibile
Nonostante l’entusiasmo di Zampolli, la strada resta estremamente complicata. L’articolo 6.7 delle Regulations for the FIFA World Cup 26 stabilisce che non esiste alcun ripescaggio automatico in caso di ritiro di una nazionale qualificata. La decisione spetta esclusivamente alla FIFA, quindi a Infantino. L’unico elemento che potrebbe teoricamente favorire l’Italia è il ranking FIFA, che vede gli Azzurri come la squadra meglio posizionata tra le escluse.
Ma gli scenari più probabili sono altri:
- la FIFA potrebbe scegliere un’altra nazionale asiatica per mantenere l’equilibrio tra le confederazioni;
- oppure potrebbe assegnare la vittoria a tavolino alla squadra avversaria dell’Iran.
