Milan, un lampo nella noia per vincere il derby: il campionato non è ancora chiuso
Allegri blinda il secondo posto, riduce a 7 punti la distanza dai nerazzurri e tiene aperta una stagione che solo l’Inter può gettare alle ortiche
MILANO. Un lampo nella noia e il Milan tiene aperto il campionato. Basta un acuto di Estupiñán – nella serata di domenica 8 marzo – , colpevolmente lasciato solo da Luis Henrique, a consegnare la Madonnina ai rossoneri. Allegri blinda il secondo posto, riduce a 7 punti la distanza dai nerazzurri e tiene aperta una stagione che solo l’Inter può gettare alle ortiche.
La partita
Squadre abbottonate, tatticismo esasperato. Per una buona mezz’ora sembra di assistere all’immortale sfida a scacchi fra Kasparov e Karpov. Erano i ruggenti anni ’80. L’ingessato copione di un derby che parte al rallentatore è rotto solo dai brividi in area nerazzurra dopo appena 3 minuti, quando un erroraccio nel gioco palla a terra di Sommer (che invece di servire un compagno o rinviare di fatto passa il pallone a Pulisic) per poco non propizia la rete di Modric, che controlla e calcia fuori di poco. Si deve attendere il 33’ per la seconda emozione. La regala un assolo di Mkhitaryan che penetra in una difesa un po’ troppo burrosa del Milan e batte su Maignan in uscita, che si salva. Sull’azione seguente, secondo l’immortale legge “gol sbagliato-gol subìto”, il Milan passa e la gioia ai rossoneri la regala il più contestato, Estupiñán, ben servito da Fofana con un Luis Henrique in disarmante ritardo. L’ecuadoriano entra in area e spara forte sotto la porta un bolide su cui Sommer può solo guardare. Una mazzata per i nerazzurri, anche perché i rossoneri prendono coraggio. E spingono. Si va al riposo e Chivu prova a mettere ordine, ma nessun cambio all’avvio. L’Inter alza il ritmo ma il Milan è pericoloso di rimessa, come al 49’ su spinta di Pulisic che arriva a servire Leao ribaltando il campo, ma il mancino del portoghese finisce a lato. Al 53’ occasionissima dell’Inter: su un traversone dal fondo la palla arriva a Mkhitaryan che accomoda verso Dimarco. È un rigore in movimento, ma l’esterno nerazzurro sparacchia alto. Chivu cambia: dentro Dumfries e Sucic per Luis Henrique e Mkhitaryan. Poi, in un contrasto falloso su Rabiot, si fa male Bastoni che deve uscire per Carlos Augusto. Dentro anche Frattesi per uno stanco Barella. Cambia Allegri che mette i centimetri di Fullkrug per tenere alta la squadra di fronte a un’Inter che preme ma non si fa molto pericolosa. L’Inter prova l’assalto ma l’unica emozione, al 95’, è un fallo di mano in area di Ricci. Doveri (e il Var) lasciano correre. Proteste nerazzurre, ma finisce qui un derby brutto e troppo tattico.
Il tabellino
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (dal 72’ Ricci), Modric, Rabiot, Estupiñán; Leão (dal 72’ Fullkrug), Pulisic (dall’64 Nkunku). All. Allegri
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck (dal 78’ Diouf), Akanji, Bastoni (dal 68’ Carlos Augusto) Luis Henrique (dal 58’ Dumfries), Barella (dal 68’ Frattesi), Zielinski, Mkhitaryan (dal 58’ Sucic), Dimarco; Esposito, Bonny. All. Chivu
ARBITRO: Doveri di Roma
RETI: al 35’ Estupiñán
