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Giro d’Italia 2026, Bettiol trionfa a Verbania: Eulalio resta in rosa (prima delle montagne)

di Redazione web

	L'arrivo
L'arrivo

Per il corridore toscano, professionista dal 2014, è la seconda vittoria in carriera al Giro dopo quella di Stradella nel 2019

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VERBANIA. A volte ritornano. Un redivivo Alberto Bettiol trionfa per distacco nella 13/a tappa del Giro d'Italia, da Alessandria a Verbania di 189 km, mentre il portoghese Afonso Eulalio della Bahrain Victorious conserva la maglia rosa per il nono giorno.

Il portacolori della XDS Astana, con uno scatto bruciante sulla salita dell'Ungiasca, arriva da solo al traguardo con un distacco di +30" sul norvegese Andreas Leknessund dell'Uno X. Terzo il il belga Jasper Stuyven della Soudal Quick-Step, che ha regolato un altro gruppetto di fuggitivi a +0.43".

Il commento

«Bello quando si vince, poi se lo fai qui nella mia seconda casa da un paio d'anni visto che la mia fidanzata è di queste parti. Per me essere qui era già una vittoria, prendere la fuga non era semplice ma ce l'ho fatta. Poi ho provato a resistere sulla salita, che è veramente dura, ho ingannato un po' gli scalatori ed è bello vincere qui a Verbania. Me la godo», ha commentato a caldo il corridore italiano.

Quella di Bettiol è la terza vittoria azzurra in questa edizione del Giro d'Italia, dopo quelle di Davide Ballerini, anche lui della XDS Astana, nella 6/a tappa di Napoli, e di Filippo Ganna, della Ineos, nella cronometro di Massa alla 10/a tappa.

Per il corridore di Poggibonsi, professionista dal 2014, è la seconda vittoria in carriera al Giro dopo quella di Stradella nel 2019. In carriera nel 2016 si è classificato terzo al Tour di Polonia, mentre sempre nel 2019 conquista la sua vittoria più prestigiosa trionfando nella classica monumento del Giro delle Fiandre. Nel 2024 si è aggiudicato anche la Milano-Torino, la corsa ciclistica più antica del mondo.

«A questa tappa ho pensato da quando ho saputo che c'era l'arrivo a Verbania, sono riuscito ad andare in fuga e poi a staccare tutti in salita. Vinco poco ma sono contento di vincere così anche ogni due anni», ha spiegato ancora il 32enne Bettiol soddisfatto poco dopo il traguardo di Verbania.

La tappa

La tappa ha visto il gruppo dei migliori prendersela comoda, tanto da lasciare andare via un gruppone di 15 corridori composto dal danese Mikkel Bjerg (UAE), Bettiol, il danese Michael Valgren (Education First), Francesco Busatto (Alpecin Premier Tech), il belga Toon Aerts (Lotto Intermarchè), l'americano Larry Warbasse (Tudor), Stuyven, il britannico Mark Donovan (Pinarello Q36.5), lo spagnolo Diego Sevilla e Mirco Maestri (Polti VisitMalta), i norvegesi Leknessund e Markus Hoelgaard (Uno X), lo svizzero Johan Jacobs, il francese Axel Huens e il neozelandese Josh Kench (Groupama FDJ).

Ai 60km dal traguardo i fuggitivi raggiungono un vantaggio di oltre 10' sul gruppo maglia rosa, all'ingresso di Stresa ai -35 circa il divario scavalla anche gli 11'. Superata compatta la prima salitella di giornata, il Bieno, sull'Ungiasca se ne vanno in quattro: il neozelandese Kench, Bettiol, Valgren e Leknessund che sulle rampe più dure prove a fare la differenza e ad andarsene via solo. L'unico capace di tenere il passo è Bettiol, che salendo del suo passo prima va a riprendere il corridore scandinavo e poi con uno scatto bruciante a staccarlo tra due ali di folla sul traguardo del Gpm. In discesa Bettiol vola e arriva da solo a braccia alzate a Verbania.Giornata di relax per il gruppo maglia rosa, che arriva nella cittadina piemontese sulle sponde del lago Maggiore con un distacco di 13'08".

Eulalio oltre alla maglia rosa conserva la maglia bianca Conad della classifica dei giovani, davanti all'italiano Giulio Pellizzari della Red Bull Bora-Hansgrohe. La 'passeggiata' odierna dei big è il preludio al tappone in programma sabato in Valle d'Aosta, che potrebbe ridisegnare la classifica generale con il danese Jonas Vingegaard della Visma uomo più atteso.

La 14/a tappa da Aosta a Pila, infatti, prevede una sequenza ininterrotta di salite e discese, quasi senza tratti di respiro. I corridori scaleranno prima il Saint-Barthélémy cui segue una discesa ampia e veloce di quasi 20 km, quindi la Valpelline che culmina con Doues la salita meno dura di giornata. Una volta ridiscesi in prossimità di Aosta si scalano Lin Noi e Verrogne separate da una brevissima discesa e per finire la salita di Pila (versante Gressan) con ultimi chilometri attorno al 9% con punte all’11% circa ai 3 km dall’arrivo. C'è da attendersi grande battaglia.

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