Il Tirreno

Sport

Calcio: il personaggio

Tutti in piedi per sir Claudio, l’ultima di Ranieri a Cagliari è uno spettacolo: ma la sua carriera potrebbe continuare

di Tommaso Silvi

	Mister Claudio Ranieri commosso prima del match con la Fiorentina
◗
Mister Claudio Ranieri commosso prima del match con la Fiorentina

A 73 anni l’allenatore romano saluta il club sardo nel match con la Fiorentina dopo averlo condotto alla salvezza: abbracci e applausi anche dalla terna arbitrale

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Tutti in piedi per sir Claudio. Uno stadio intero racchiuso in un lungo applauso. E poi gli abbracci dei giocatori, i suoi e quelli avversari. E l’omaggio della classe arbitrale. L’ultima in panchina di Claudio Ranieri è uno spettacolo. Nella serata di giovedì 23 maggio alla Domus Arena di Cagliari l’allenatore romano 73enne è stato celebrato con l’ovazione del pubblico. In campo si gioca Cagliari-Fiorentina, ma del pallone che rotola – stavolta – poco importa. Perché i sardi hanno già conquistato la salvezza, e soprattutto perché il vero evento è rappresentato dai 90 minuti che dividono mister Ranieri da quella che – con ogni probabilità – è la fine della sua carriera. Almeno da allenatore di squadre di club, dato che proprio lui ha lasciato aperta la porta a un eventuale impegno come selezionatore di una nazionale. L’annuncio della società rossoblù, arrivato a sorpresa nella giornata di martedì 21 maggio, potrebbe sancire la fine dell’avventura a bordo campo dell’uomo che – tra le tante imprese compiute in carriera – è riuscito a portare il piccolo Leicester alla conquista della Premier League nel 2016. 

L’addio in anticipo

La fine del rapporto tra Claudio Ranieri e il Cagliari è arrivata con un anno di anticipo rispetto alla fine del contratto. A due giorni dalla salvezza, raggiunta domenica 19 maggio vincendo 0-2 col Sassuolo. Il tecnico ha deciso di chiudere con un anno d'anticipo sulla scadenza naturale del contratto la sua seconda (altrettanto gloriosa) esperienza in rossoblù. Così come aveva fatto nel 1991, dove aveva salvato alla penultima giornata la squadra neopromossa in Serie A (che aveva preso nel 1988 addirittura in C1). Nonostante le richieste di tifosi, giocatori e del presidente Tommaso Giulini («Ranieri può rimanere tutto il tempo che vuole» aveva detto domenica al Mapei Stadium), l’allenatore romano ha preferito completare così il suo leggendario percorso in panchina. 

Le ipotesi sul futuro

«Tre promozioni, due salvezze: sono un uomo fortunato, devo chiudere così. Prima di venire qui – ha spiegato dopo l’annuncio dell’addio al club sardo – ho avuto 2-3 richieste che non si sono concretizzate, era il fato che voleva che io chiudessi il cerchio col Cagliari. Ho deciso di chiudere la mia carriera di allenatore di club qua, se poi un domani ci dovesse essere una nazionale che mi fa scattare un qualcosa, potrei dire di sì ma altre squadre di club non ne prendo. Ho chiuso la porta per i club ma se arriva una nazionale, perché no». Prima, però, Ranieri vuole prendersi un po' di riposo, godersi le vacanze («voglio dedicarmi alla mia famiglia, ai miei nipoti»), e al suo successore augura che «abbia lo stesso supporto che ho avuto io». 

Il bagno di folla

Quello della serata di giovedì 23 maggio è stato il secondo bagno di folla che il popolo cagliaritano ha riservato a mister Ranieri. Il primo, infatti, è stato quello nell’allenamento della vigilia della gara con la Fiorentina. Circa seimila i tifosi in festa, nei settori Curva Nord e Curva Sud hanno osannato il tecnico. Alle 16.58, quando la squadra è entrata in campo, Ranieri è andato prima sotto la Sud a salutare i tifosi, poi a prendersi l'abbraccio della Nord. Per lui anche lo striscione del gruppo degli Sconvolts: «Eterna riconoscenza per un grande uomo. Grazie mister».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web