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Napoli, per la panchina c’è Francesco Calzona: chi è il “sarrista” cresciuto in Toscana

di David Biuzzi
Napoli, per la panchina c’è Francesco Calzona: chi è il “sarrista” cresciuto in Toscana

Per l’ex rappresentante di caffè fatale l’incontro con Sarri al Tegoleto: qui mette le radici la favola-Empoli. E ora il ritorno a Napoli dove ha lavorato con un toscanaccio vero come Spalletti

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NAPOLI. Il Napoli sta per cambiare panchina. E, dopo Walter Mazzarri, sta per affidarla nuovamente a un toscano, anche se stavolta d’adozione: Francesco Calzona.

Calzona è un uomo del profondo sud, è nato a Vibo Valentia nel 1968, ma è in Toscana che scrive la sua storia. Qui, ad esempio, ha toccato il punto più alto della carriera a giocatore (nell’Arezzo l’unica a breve esperienza da professionista) e qui sono le radici di quella da allenatore. Ex rappresentante di caffè, decisivo l’incontro con Maurizio Sarri, che diventa suo allenatore al Tegolato e con cui inizia a collaborare nel 2007 ad Avellino.

Con l’attuale condottiero della Lazio, però, continua anche a Verona e Perugia. Ma soprattutto a Empoli. Già, perché è dalle parti del Castellani che nasce il Sarrismo, termine coniato dal presidente azzurro Fabrizio Corsi, perché da lì parte la scalata di Calzona (e Sarri) verso il grande calcio. Arrivano in coppia nell’estate del 2012 con la squadra che si è appena salvata (al playout) dall’incubo Serie C e la portano prima a sfiorare la promozione in Serie A (finale playoff persa col Livorno di Davide Nicola), poi a prendersi il massimo palcoscenico da protagonisti (promozione diretta) e quindi a proteggerla pure con una brillante salvezza costruita sulla qualità del gioco. Sono anni, quelli, in cui Calzona lascia intravedere di non essere un secondo qualunque. Uno che lascia il segno, che non si limita a distribuire le casacche ai calciatori o a sistemare i birilli sul campo per le esercitazioni. No, cura le palle inattive, studia gli avversari. Non a caso nel 2015 quando il capo allenatore Sarri compie un altro salto di qualità e va a sedersi sulla panchina del Napoli al suo fianco c’è ancora lui, Calzona da Vibo Valentia. Chiuso il ciclo si accasa con Eusebio Di Francesco a Cagliari (2021) ma è una parentesi.

Torna a Napoli stavolta con Luciano Spalletti, altro toscano poco banale, e ci resta fino all’estate del 2022. Non vince lo scudetto, insomma, ma inizia a ballare da solo perché Hamsik, che a Napoli era stato uno dei suoi giocatori, lo chiama alla guida della Slovacchia. Prima vera esperienza, debutto da commissario tecnico e qualificazione a Euro 2024 centrata. Scusate se è poco.

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