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Allenatori “in fuga”: il fascino di allenare in paradiso

di Giampaolo Ansalone
De Zerbi, Moriero ct delle Maldive, Farioli e Gattuso
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De Zerbi, Moriero ct delle Maldive, Farioli e Gattuso

Dall’Europa all’altra parte del globo: Cusin ct delle Comore, Moriero se la gode alle Maldive. La storia più bella è quella di Francesco Fairoli: a 34 anni ha battuto il Psg con il suo Nizza

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L’Italia non è famosa all’estero solo per – tra le altre cose – le bellezze artistiche e paesaggistiche, o i prodotti enogastronomici. A quanto pare, siamo rinomati anche per gli allenatori di calcio.

Sono sempre di più i mister che, infatti, vengono selezionati da squadre estere, sia nei campionati “classici” che in quelli esotici o comunque molto... particolari.

Se è abbastanza scontato citare Carlo Ancelotti con il Real Madrid – prossimo a diventare selezionatore del Brasile – o Roberto De Zerbi con il Brighton in Premier League, dopo la breve parentesi a Donetsk interrotta solo dallo scoppio della guerra, ci sono altri tecnici ormai abituati ad affrontare le sfide più disparate.

Il caso più recente, e forse uno dei più emblematici, è quello di Stefano Cusin, nato in Canada da genitori italo-francesi e sposato con una donna di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo.

Cusin, confermando la propria storia personale, è un vero e proprio giramondo del pallone. Partito dal settore giovanile dell’Arezzo calcio, ha poi toccato posti davvero incredibili. Dopo un’esperienza con una squadra di club in Palestina – nella striscia di Gaza – Cusin è prima andato ad allenare la nazionale del Sud Sudan e, qualche giorno fa, ha ufficializzato il nuovo incarico con le Comore.

Si tratta di un Paese composto da tre isole, nell’Oceano Indiano, poste tra il Madagascar e il Mozambico con poco più di 730mila abitanti. Il traguardo più prestigioso raggiunto dalla Nazionale è il passaggio agli ottavi di finale nella Coppa d’Africa 2021: chissà che Cusin non riesca a fare di meglio.

Prima di lui era stato Moriero a fare una scelta simile, diventando selezionatore tecnico delle Maldive.

Ma c’è anche chi rimane vicino casa. Domenico Tedesco è approdato, dopo una lunga gavetta, sulla panchina del Belgio mentre Marco Rossi sta impressionando tutti su quella dell’Ungheria. Impossibile non citare, in questa lunga lista, Roberto Mancini, che ha abbandonato tra le polemiche la guida dell’Italia per farsi coprire d’oro alla guida dell’Arabia Saudita.

Non è finita, però, perché ci sono tante altre nazionali che hanno deciso di affidarsi a selezionatori di casa nostra, come Francesco Calzona con la Slovacchia – fortemente caldeggiato in Federazione dall’ex centrocampista del Napoli Marek Hamsik, attuale team manager della squadra, che era stato allenato da Calzona proprio nel periodo napoletano –, Vincenzo Montella in Turchia, Gianni De Biasi con l’Azerbaigian e Michele Marcolini con Malta.

L’elenco si allunga con gli allenatori di club: tra i più recenti c’è Gattuso al Marsiglia – chiamato a risollevare una situazione disperata –, Grosso al Lione, e la vera novità di quest’ultimo periodo, Francesco Farioli. A soli 34 anni, dopo una gavetta partita dai campi di periferia toscani è arrivato a guidare il Nizza in Ligue One, levandosi la soddisfazione, qualche settimana fa, di andare a battere a domicilio il Paris Saint Germain. A dimostrazione che il talento italiano non passa mai di moda.


 

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