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Calcio: Serie A

Napoli, tra tensioni e il “pericolo arabo” per Osimhen: che succede ai campioni d’Italia

di Tommaso Silvi

	A sinistra la pallonata rabbiosa di Lozano a fine allenamento; a destra il colloquio a bordo campo tra De Laurentiis, il diesse Meluso e mister Garcia 
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A sinistra la pallonata rabbiosa di Lozano a fine allenamento; a destra il colloquio a bordo campo tra De Laurentiis, il diesse Meluso e mister Garcia 

Dopo la festa scudetto sono molte le questioni da risolvere per il club di De Laurentiis. E di tempo a disposizione non ne è rimasto molto

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Dalla festa al caos. Dai sorrisi ai silenzi. Con l’ultimo mese di calciomercato a disposizione per riportare la serenità in uno spogliatoio che nemmeno due mesi fa – ultima di campionato il 4 giugno in casa con la Sampdoria – chiudeva la stagione nel delirio collettivo di un popolo che aspettava lo scudetto da 33 anni.

Cosa sta succedendo al Napoli? Se l’addio di mister Luciano Spalletti – l’uomo del miracolo che sotto al Vesuvio nessuno era riuscito a replicare dall’epoca di Maradona – aveva solo rinfrescato l’ambiente partenopeo, caldissimo per il successo tricolore, col passare delle settimane è arrivata una serie di secchiate gelide che ora rischiano di raffreddare gli animi dei tifosi napoletani. Non è una crisi, sia chiaro. E non sarebbe giusto neppure parlare di “Caso Napoli”. Ma sono molte le questioni da risolvere per il club di De Laurentiis. E di tempo a disposizione non ne è rimasto molto.

Infinitamente Osimhen

Rinnovo sì, rinnovo no. Eccoci, ci siamo, è il momento dell’annuncio. Anzi no, bisogna aspettare ancora. Il nodo numero uno da sciogliere per il Napoli è quello di Victor Osimhen. L’uomo del trionfo, con 26 reti e 5 assist in 32 partite nella scorsa stagione. In questi giorni gli incontri tra l’agente del 24enne centravanti nigeriano, Roberto Calenda, e la dirigenza azzurra si sono susseguiti. Ma l’accordo per il rinnovo di contratto ancora non c’è. La presenza di Calenda nella serata di domenica nel ritiro del Napoli a Castel di Sangro faceva presagire a un imminente incontro – quello dove si sarebbero dovuti definire tutti i dettagli – con Aurelio De Laurentiis in merito al prolungamento del contratto di Osimhen, ma il procuratore dell’attaccante si è presentato intorno alle 20 per salutare il suo assistito e risolvere una questione legata agli sponsor e poi ha salutato tutti ed è andato via. Nulla più. Il faccia a faccia risolutivo non c’è stato nemmeno ieri. Al momento la situazione relativa al contratto del nigeriano resta sempre la stessa: ci sono ancora distanze sul valore della clausola di rescissione da inserire nel nuovo accordo, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 150 milioni di euro, anziché sui 200 inizialmente chiesti dal presidente del Napoli, e sull’ingaggio che, bonus compresi, sarà quasi raddoppiato fino ad arrivare a 6 milioni. Martedì 1 agosto Calenda e De Laurentiis si sono finalmente seduti al tavolo: le parti hanno discusso soprattutto dell’ingaggio del calciatore e della clausola che verrà inserita nel nuovo contratto. La volontà è quella di venirsi incontro. 

Gli arabi dietro l’angolo

Ormai lo abbiamo imparato bene. E lo hanno imparato anche i club europei. Il pericolo arabo è sempre in agguato. Perché sceicchi e petrolieri ora fanno sul serio e vogliono portare le stelle del pallone a giocare nel campionato saudita. E quando devono convincere i campioni sanno come fare: ricoprendoli di soldi. Ora nel mirino degli uomini più ricchi del mondo sarebbe finito anche Osimhen. Secondo quanto riporta il quotidiano francese L’Equipe, il Napoli si è visto recapitare due super offerte nel giro di poche ore: una da 120 milioni e il rilanciato arrivato a 140 milioni. De Laurentiis ha rifiutato, ma pare che sia pronta un’altra offerta, che dovrebbe toccare i 150 milioni. Senza considerare l’ingaggio, con gli arabi che sarebbero pronti a pagare anche più di 50 milioni a stagione di stipendio alla stella del Napoli.

Le pallonate di Lozano

A complicare le cose nell’ambiente Napoli, fondamentale rammentarlo, c’è stato l’addio del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, passato alla Juventus. Al suo posto è arrivato Mauro Meluso, che si è subito trovato di fronte a parecchie situazioni ingarbugliate. Dalla necessità di trovare un sostituto all’altezza di Kim, centrale difensivo coreano ceduto al Bayern Monaco per 60 milioni, alla posizione di Lozano. Il messicano, rimasto a guardare sabato 29 luglio il match amichevole contro l’Hatayspor, ha lasciato anzitempo la partitella finale nell’allenamento di domenica 30. Il Chucky, scuro in volto e molto arrabbiato, ha abbandonato il campo di Castel di Sangro calciando per due volte la palla, la prima volta contro la panchina del quarto uomo e la seconda verso il terreno di gioco. Lozano ha il contratto in scadenza nel 2024 e al momento non ha facilitato l’inizio di una trattativa per il rinnovo, e neppure quella per la cessione. Così è stato messo ai margini. E il clima tra lui e la società ora è davvero infuocato.

L’ultima idea

Si chiama Johan Bakayoko l’ultima idea di mercato del Napoli: il talento belga, attaccante, classe 2003 è uno dei potenziali colpi a sorpresa del club. Il suo valore si aggira intorno ai 10 milioni di euro, ma il Psv Eindhoven è una bottega cara che tende a vendere a prezzi alti.  

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