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Gli strateghi sul divano, quanti big sono senza una panchina

di Alessandro Guerrieri
Antonio Conte,  Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso
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Antonio Conte, Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso

Spalletti, Conte, Zidane attendono una grande occasione. Nagelsmann, Potter e Lampard studiano la loro rivincita

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Nel calcio bulimico di oggi, quello dell’esasperato turnover, spicca la tendenza, in evidente rialzo, di cambiare allenatore anche dopo un’annata di grande successo. L’esempio lampante è quello del Napoli; nonostante gli azzurri partenopei abbiano portato a casa il terzo successo della loro storia, dopo un’astinenza durata la bellezza di 33 anni, sulla loro panchina ci sarà il cavallo di ritorno Rudi Garcia, uno che sembrava prepensionato in Arabia Saudita, e non il mentore di quella fantastica cavalcata, Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo, avvistato qualche giorno fa proprio nel paese natio in occasione di una festa paesana, infatti ha risposto con un “grazie non fumo” al rinnovo unilaterale del vulcanico De Laurentiis, arrivato tramite una fredda mail. Ultimo atto di un rapporto mai decollato, tra due maschi alfa, che mai si sono amati, e spesso detestati. Proprio lo “stress da Aurelio” è stato il motivo principale dell’addio di Lucianone, al termine di una stagione che gli rimarrà sempre nella mente, nel cuore ed anche su un braccio, visto il tatuaggio celebrativo con il quale ha festeggiato il titolo. Un “passo” che, questo bisogna precisarlo, vale solo per il Napoli; Spalletti, infatti, non ha mai detto di volersi prendere un anno sabbatico, per cui il suo sarà il primo nome a cui penseranno le big che stenteranno a far risultati. In Italia ed all’estero: stiamo, infatti, parlando di un allenatore che vanta anche due campionati russi, vinti alla guida dello Zenit San Pietroburgo.

ANTONIO ASPETTA

Il toscano non è, però, l’unico allenatore di gran nome rimasto senza panchina; rimanendo in Italia c’è anche Antonio Conte. Pure lui inizierà la stagione di rincorsa, sul divano di casa a guardarsi partite di tutto il mondo, in attesa della chiamata giusta. Il salentino è reduce dalla risoluzione con il Tottenham, fine di un matrimonio mai felice. In estate era stato accostato a diverse panchine, tra cui quella del Psg, alla fine andata ad un altro ex ct di una nazionale, Luis Enrique. Anche i francesi, così come il Napoli, avranno così una nuova guida tecnica, nonostante Christophe Galtier, in estate ad un passo dai campioni d’Italia, abbia vinto la Ligue 1. Causa dell’esonero, l’ennesima figuraccia in Champions.

ANCHE ZIZOU

Altro nome di spicco ancora senza panchina è l’ex tecnico del Bayern Monaco Julian Nagelsmann, esonerato dai bavaresi a fine marzo, pagando non solo i risultati così così, ma anche un carattere non certo malleabile. Adesso è senza squadra, ma si può consolare con lo stipendio da nababbo che gli passa la sua ex squadra. Un altro big assoluto, forse il migliore di tutti, a spasso, ma per scelta personale, è l’ex asso della Juve Zinedine Zidane: dopo i successi clamorosi con il Real Madrid, favoloso il suo tris in Champions, è fermo dal 2021, dopo aver fallito l’aggancio alle panchine del Psg e della nazionale francese. Per lui suonano le sirene dell’Arabia Saudita; si vocifera di una proposta indecente di 150 milioni per due stagioni che però Zidane, che non ha certo problemi a sbarcare il lunario, sembra orientato a declinare.

GLI ALTRI

In Inghilterra sono liberi anche allenatori di buon livello come Graham Potter, ex Chelsea che aveva fatto benissimo al Leicester, Frank Lampard, chiamato ai “Blues” proprio al posto di Potter, Javi Gracia, esonerato dal Leeds, l’ex Southampton Ralph Hasenhuttl, in Germania l’ex Hertha Sandro Schwarz e l’ex Schalke Frank Kramer, in Spagna Pacheta e Gattuso, esonerato dal Valencia. In Francia spiccano i nomi di Igor Tudor, ottima la sua stagione al Marsiglia, e Lucien Favre, silurato dal Nizza in avvio di 2023. Tanti allenatori di spicco, scommettiamo che quasi tutti a breve tempo torneranno in panchina?

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