Finito a chi? Lo schiaffo di Berrettini ai commenti da bar: così Matteo è rinato a Londra
Il 27enne romano ha fatto vedere al mondo che il tennis è la sua vita. E che con la racchetta in mano è ancora – e nonostante tutto – uno dei più forti in assoluto. A Wimbledon è arrivata la risposta a chi credeva che ormai pensasse solo alla vita mondana
Chi si aspetta commenti tecnici e analisi di campo può fermarsi qui. Questa è una storia. Che si muove nel mondo dello sport – certo –, ma andando oltre partite, risultati e gesti atletici.
Questa è la storia di un ragazzo di 27 anni precipitato dal paradiso all’inferno nel giro di pochi mesi. Spinto agli inferi – oltre che dalla sfortuna – anche da tanti commenti da bar. Quelli figli dell’invidia, sparati senza pensare, privi di qualsiasi base logica e razionale. Quelli che un tempo svolazzavano tra i tavolini del circolo sotto casa vivendo giusto il tempo di un Campari o un vino bianco, ma che nell’epoca del dominio dei social hanno potenziale diffusione addirittura planetaria. Pensieri che valgono zero, spesso e volentieri farciti di cattiveria gratuita. Che non hanno risparmiato neppure Matteo Berrettini, professione tennista. Il protagonista di questa storia di rinascita e riscatto, di lacrime e sudore. Che ora ha un nuovo capitolo, ambientato sui prati di Londra. Lì dove Matteo ha fatto vedere al mondo che il tennis è la sua vita. E che con la racchetta in mano è ancora – e nonostante tutto – uno dei più forti al mondo. Ma facciamo un passo indietro.
L’ascesa
È l’11 luglio del 2021 e l’Italia si ferma per un evento sportivo storico. C’è un italiano in finale a Wimbledon. Nel più importante, storico e prestigioso torneo di tennis in assoluto. Si chiama Matteo Berrettini, romano. Per gli appassionati non è uno sconosciuto, gioca ad alti livelli già da un po’. Ma ora sembra davvero pronto a passare da bel giocatore a leggenda sportiva orgoglio di un Paese intero. Di fronte a Matteo c’è il gigante Novak Djokovic. Quello che vince sempre. Il più forte di tutti. E infatti vince anche a questo giro, nonostante una prestazione quasi commovente di Berrettini, che lotta come un leone ma è costretto ad arrendersi di fronte allo strapotere di un fenomeno.
Il buio
Dopo la finale londinese la popolarità di Matteo Berrettini esplode. Anche chi non ha mai seguito il tennis inizia a seguire Matteo. Tutti non vedono l’ora di ammirarlo ancora in campo. Alto, forte, instancabile e vincente. Ma la favola si spegne all’improvviso. Matteo viene risucchiato da un vortice di infortuni, sconfitte e ritiri. Wimbledon 2022 se lo guarda da casa perché poco prima di partire per l’Inghilterra contrae il Covid. Un incubo che sembra non finire mai. All’inizio di giugno – dopo che i guai fisici sembrano definitivamente alle spalle – il match del grande rientro di Matteo si trasforma in tragedia. A Stoccarda si arrende in due set all’amico Lorenzo Sonego, mostrando una condizione fisica disastrosa. Subito dopo, l’occasione di ritrovarsi e riprovarci al Queen’s: Berrettini, però, non riesce nemmeno a scendere in campo. Ancora un dolore agli addominali, si ritira prima di iniziare la partita.
La cattiveria
Nel frattempo Berrettini ufficializza la relazione con Melissa Satta, ex compagna del calciatore del Milan Boateng. Bella, giovane e volto noto della tv. Ed eccoli, i commenti da bar. Il fatto che Berrettini – a 27 anni – abbia una fidanzata, per molti è la causa principale dei suoi problemi muscolari. Da idolo italiano diventa quasi uno zimbello popolare. Lui rimane in silenzio e continua a lavorare. Aspettando il riscatto.
Lo schiaffo
Pochi giorni prima dell’inizio di Wimbledon viene diffuso un video di Matteo che si allena sotto gli occhi di allenatore e fisioterapista. Il tribunale del popolo decreta che la forma fisica è scadente. Emerge addirittura l’indiscrezione che sia a rischio la partecipazione ai Championships. Il resto è storia di questi giorni. Matteo a Wimbledon macina vittorie, corre, sfoggia lampi di classe piazzandosi tra gli otto più forti al mondo. Cade agli ottavi - lunedì 10 luglio - contro il giocatore attualmente più forte al mondo: lo spagnolo Alcaraz, che per vincere deve sudare su quattro set e alla fine applaude l'avversario italiano finalmente tornato sui livelli di due anni fa. Lo schiaffo morale a chi lo aveva dato per finito è servito. Matteo c'è. E il meglio deve ancora venire.
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