Duello in salita tra gemelli: ed è già un magico Tour
Tappa d’esordio e prima maglia gialla ad Adam Yates. Spettacolare testa a testa finale in salita con il fratello Simon
Se questo è l’inizio, mettiamoci comodi e prepariamoci a venti giorni di goduria. La prima del Tour de France 2023 – che si concluderà il 24 luglio a Parigi – è già magia, con un’inedita lotta tutta inglese tra i gemelli Simon e Adam Yates, che si contendono la vittoria della prima tappa e la maglia gialla a Bilbao, nei Paesi Baschi.
Questione di famiglia
A spuntarla è Adam, 31 anni il prossimo 7 agosto, al 23esimo successo da professionista e alla settima affermazione in terra spagnola inclusa la “perla” della Clasica de San Sebastian, sempre nei Paesi Baschi, conquistata nel 2015. Il primo atto della 110° Grande Boucle mantiene le spettacolari premesse della vigilia, con i “big” Pogacar e Vingegaard che provano a darsele di santa ragione soprattutto lungo la salita finale, due insidiosi chilometri al 10% di pendenza media e con gli ultimi mille metri addirittura al 15%. Su questa perfida rampa il gruppo dei migliori si è letteralmente sbriciolato a causa del forcing infernale messo in atto dai team Uae Emirates e Jumbo-Visma.
I fenomeni
Nel tratto conclusivo Pogacar tasta il polso al rivale Vingegaard aumentando progressivamente l’andatura. Ma il danese è glaciale e non molla la ruota dell’asso sloveno. L’unico a resistere ai due contendenti è il sorprendente francese Victor Lafay, ventisettenne e già vincitore di una tappa al Giro d’Italia nel 2021.
All’attacco
Subito dopo lo scollinamento Pogacar si rialza e con un gesto deciso manda all’attacco il compagno di squadra Adam Yates, che era stato tra i primi a rientrare sui battistrada all’inizio della lunga discesa verso Bilbao. Neppure il tempo di respirare che Yates vede piombare alla sua ruota il fratello gemello Simon: gli ultimi nove chilometri della tappa sono un’avvincente testa a testa in famiglia. I mille metri conclusivi – in salita con pendenza media del 4% – sanciscono la resa di Simon e il trionfo di Adam Yates, sicuramente affezionato alle competizioni spagnole anche se, in Italia, può vantare il successo in due edizioni del Gp di Larciano.
Le cadute
Ma è stata anche la tappa delle cadute. A una ventina di chilometri dall’arrivo finiscono sull’asfalto lo spagnolo Enric Mas, punta di diamante iberica per la classifica generale, e l’ecuadoregno, campione olimpico a Tokyo e vincitore del Giro 2019, Richard Carapaz. Per Mas frattura della clavicola e ritiro immediato. Carapaz, invece, rimedia una botta tremenda alla rotula che gli causa un ritardo al traguardo di 15’24’’, che significa – se oggi sarà in grado di salire in sella – l’addio ai sogni di gloria per la classifica generale del Tour.
Chi si salva
Scorrendo l’ordine d’arrivo della tappa inaugurale, sbirciando tra i possibili favoriti per il successo finale, salvano la gamba il canadese Michael Woods, l’australiano Jay Hindley, i francesi David Gaudu e Thibaut Pinot, mentre perdono 21 secondi da Pogacar&co. l’australiano O’Connor e il colombiano Bernal. Entrambi saranno da valutare compiutamente nelle prossime tappe pirenaiche.
Gli italiani
Ancora avvolto dagli interrogativi il Tour dell’azzuro Giulio Ciccone, anche lui giunto a 21’’ e incapace di trasmettere segnali incoraggianti durante la corsa. Arriva staccato ma in scioltezza al traguardo Alberto Bettiol, ma va detto che quella di ieri non era certo la frazione più adatta alle sue caratteristiche. Continua quindi la tradizione micidiale delle tappe iniziali al Tour de France, che ogni anno “massacrano” inesorabilmente – tra incidenti e cadute – gran parte dei favoriti e dei possibili outsider per la vittoria finale.
La classifica
Così l’ordine di arrivo.
1-Adam Yates (Uae Emirates) 4h22’49’’; 2-Simon Yates (Jayco) a 4’’; 3-Tadej Pogacar (Uae) a 12’’; 4-Thibaut Pinot (Groupama); 5-Michael Woods (Israel PT); 6-Victor Lafay (Cofidis); 7-Jay Hindley (Bora); 8-Mattias Skjelmose (Lidl Trek); 9-Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma); 10- David Gaudu (Groupama), tutti con lo stesso tempo di Pogacar.l
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