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Serie A: ecco dove la guarderemo dal 2024. Cifre e novità dei diritti tv: l'idea della partita "gratis"

di Tommaso Silvi
Serie A: ecco dove la guarderemo dal 2024. Cifre e novità dei diritti tv: l'idea della partita "gratis"<br>

La Lega fissa il prezzo per le televisioni, ma le offerte sono tutte più basse. Mentre all'estero il nostro campionato vale sempre meno. Per arricchire il pacchetto spunta l'ipotesi di intervistare gli arbitri

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«Tu questa casa non la capirai mai se la vedi così com’è. La devi immaginare per come sarà». Con queste parole Carlo Verdone, nei panni di un improbabile agente immobiliare, tenta di convincere la giovane Marcella ad acquistare un appartamento malandato in una zona grigia e anonima della città nel film “Gallo Cedrone”, successone cinematografico di fine anni Novanta. La scena ora si ripete con i diritti tv della Serie A. Da una parte la Lega, dall’altra le piattaforme interessate all’acquisto delle partite del campionato italiano nel quinquennio 2024-2029. Nel mezzo un torneo – il nostro – che continua a perdere appeal. E allora dove guarderemo la squadra del cuore nei prossimi anni? Le trattative sono aperte. E potrebbe concretizzarsi lo scenario di una partita in chiaro.

La richiesta e il flop

A metà giugno sono state aperte le buste con le offerte. Funziona così: la Lega ha fissato un prezzo, una sorta di valore minimo assegnato ai diritti tv della Serie A dal 2024 al 2029. Grazie alla recente modifica della legge Melandri, infatti, per i broadcaster c’è la possibilità di presentare un’offerta modulata non più su tre stagioni ma su cinque. La cifra era – il tempo verbale al passato non è un errore, e presto sarà chiaro il perché – di 1,15 miliardi a stagione. Per fare un confronto, Dazn per il triennio 2021-2024 ha speso 840 milioni a stagione (340 sono stati messi da Tim) sbaragliando la concorrenza. Tre le offerte presentate, da Dazn, Sky e Mediaset. Tutte inferiori al tetto fissato dalla Lega. Un flop, sì. Ma non una novità. È praticamente una consuetudine: la Lega inizia sparando alto per poi correggere il tiro in fase di trattativa. E adesso che succede?

Trattative private

Dopo la deludente apertura delle buste, la Lega di Serie A ha fatto sapere che «come previsto dal bando e come già avvenuto per i passati cicli, ha deliberato all’unanimità di non accettare alcuna delle tre offerte ricevute per i diritti tv del campionato di Serie A e di dar corso a una fase di trattative private». La Lega dunque si siederà al tavolo con Dazn, Sky e Mediaset con l’obiettivo di ottenere un rilancio rispetto alle offerte inserite nelle buste aperte nell’assemblea di metà giugno.

L’idea del canale di Lega

L’esito delle negoziazioni sarà valutato dai club nell’assemblea convocata lunedì 3 luglio per decidere come proseguire: assegnare i diritti tv nazionali 2024-29 in base alle cifre sul tavolo oppure passare all’esame delle sei proposte pervenute da fondi e banche internazionali per supportare economicamente la realizzazione del canale della Lega.

I pacchetti

Il resto della trattativa si giocherà su quale formula scegliere tra gli otto pacchetti proposti. Visto l’interessamento di Mediaset, non è da escludere una soluzione di coesclusiva tra Dazn e Sky, con la gara del sabato sera in chiaro. Ma il “match gratuito” c’è anche nella mai vista formula cosiddetta 6+3+1: 6 gare in esclusiva (su Dazn, per esempio), 3 su Sky e il sabato sera in chiaro su Mediaset. Quest’ultima appare come l’opzione più complicata ma anche con più possibilità di avvicinare il miliardo a cui punta la Serie A. Più dei 927,5 milioni incassati attualmente a stagione: 840 di Dazn più quelli di Sky.

All’estero

E poi c’è la partita dei diritti esteri. Ovvero la voce di ricavi dove la Serie A deve migliorare sensibilmente. Perché se è vero che le entrate nazionali sono in flessione quasi ovunque, anche in Premier League, è vero anche che il campionato inglese ottiene 2,1 miliardi a stagione all’estero e la Liga spagnola 1,4. La Serie A, invece, si ferma a 300 milioni. Per limare il gap la Lega si è dotata di manager per affrontare al meglio il prossimo bando planetario. L’attenzione è rivolta soprattutto a medio ed estremo oriente.

Rifacciamoci il look

Tra le idee della Lega una delle più calde è quella di collocare quattro delle 16 partitissime, scelte dall’operatore aggiudicatario del pacchetto con più gare, in orari diversi dalle 18 o 20.45, ovvero le finestre classiche delle sfide tra le super potenze del campionato: due alle 12.30 della domenica e due alle 15 del sabato o della domenica. «Nell’ottica di dare maggiore esposizione al campionato a livello internazionale», spiega la Lega.

Arbitri protagonisti

Tra i pacchetti accessori ce ne sono un paio potenzialmente sfiziosi per le tv: “Audio Var” e “Interviste arbitro”. Con una cubitale premessa da parte della Lega: la commercializzazione è «soggetta alla rispettiva approvazione di Ifab, Figc e Aia». Tocca all’International Board – organo internazionale composto di soli otto membri, indipendente dalla Fifa – autorizzare la diffusione dei dialoghi tra sala Var e arbitro in campo. Figc e Aia, invece, sono chiamate a dare lo storico via libera alle interviste ai direttori di gara. Senza questi permessi, addio ai pacchetti “Audio Var” e “Interviste arbitro”.

Pirateria

Le offerte delle tv per i diritti in Italia sono strettamente legate anche all’annosa criticità della pirateria: un fenomeno che danneggia pesantemente chi ha investito per trasmettere le partite. Lo hanno spiegato i manager degli operatori in corsa. A cominciare da Andrea Duilio, ad di Sky Italia: «È fondamentale che l’iter parlamentare della legge contro la pirateria proceda spedito». Ribadisce il concetto Stefano Azzi, di Dazn Italia. «La nuova disposizione per bloccare siti e piattaforme illecite entro 30 minuti dalla segnalazione deve entrare in vigore prima dell’inizio della nuova stagione sportiva».


 

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