Il Tirreno

Sport

Bar sport

Il Napoli come un cavallo in tangenziale

di Fabrizio Bocca
Il Napoli come un cavallo in tangenziale

L’eliminazione al Maradona brucia, ma dopo lo scudetto resterà un ricordo

3 MINUTI DI LETTURA





Come un cavallo in tangenziale. Il giorno dopo è un cavallo, addirittura contromano, al galoppo sulla trafficatissima tangenziale di Napoli. Per salvare l’animale spaventato, la polizia è intervenuta in forze e con una safety car che ha risalito la corrente. Città della cabala, del trascendente e del paranormale, la corsa del cavallo è apparsa subito come la trasposizione dell’avventura del Napoli in Champions League. La squadra di Spalletti doveva risalire la corrente: il ko di San Siro, la trionfale storia internazionale del Milan, ma anche due partite giocate meglio, il tifo rugginoso o addirittura nemico di De Laurentiis, il fisiologico calo di rendimento, lo stress, gli infortuni di Osimhen, le assenze di Anguissa e Kim costate care, un arbitraggio che né all’andata né al ritorno è stato ineccepibile, l’eccesso di emozioni e lo scudetto già sotto pelle. Ecco, ognuna di queste è una macchina che ti viene contro in tangenziale.

Per inciso l’organizzazione della festa scudetto del Napoli è in pieno svolgimento, sarà qualcosa di epocale e sono già al lavoro televisioni, grandi agenzie di comunicazione e marketing, amministrazione comunale etc. Il Napoli da qualche tempo lavora immerso in questo clima bollente e alla fine ha pagato il pedaggio di questa nuova eccellenza, del ritrovato successo. Pur avendo una squadra fortissima, non era forse in grado di gestire insieme scudetto e Champions League. Eliminato da una squadra che in campionato ha 22 punti in meno.

I più perfidi sottolineano ora che «le squadre di Spalletti scoppiano ad aprile». Vero o no, in realtà quasi non esistono squadre che tirano a 100 all’ora da settembre a giugno. Spalletti sostiene che la flessione c’è stata dopo l’ultima sosta delle nazionali, ma anche che stava sognando la Champions e che voleva bere caffè turco a Istanbul. Osimhen però si è di nuovo fatto male sul più bello e lo straordinario Kvaratskhelia ha perso la sfida con Leao. Anzi sul corridoio di Theo Hernandez e Leao, Politano e Di Lorenzo hanno alzato la sbarra e lì forse “l’inconsolabile” Spalletti avrebbe potuto inventarsi qualcuna delle sue genialate. Ma non glie ne sono venute.

Ci vorrà tutto sommato poco per elaborare il lutto: domenica sera è subito Juventus. Al Napoli ha reso onore persino Carlo, Ancelotti, quattro Champions da allenatore, che fu maltrattato da De Laurentiis con l’umiliazione dell’esonero nel dicembre 2019: «Il Napoli è la squadra più forte che c’è in Italia, vincerà lo scudetto e ci riproverà con la Champions il prossimo anno». Lo dice anche il capitano Di Lorenzo: «Abbiamo provato ad inseguire questo sogno fino all’ultimo, usciamo a testa alta sperando di poter rivivere queste notti».

Tra un mese o forse meno l’incubo del Milan (una sola partita vinta su quattro) e la Champions League salutata al Maradona, sarà solo un lontano ricordo. Lo scudetto rimarginerà la ferita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il lieto fine

Livorno, fratello e sorella di 6 e 4 anni rischiano di annegare: salvati dal bagnino – «Un minuto in più e non ce l’avrebbero fatta»

di Francesco Turchi