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La Juve e lo spettro della Serie B, l'Armageddon del calcio italiano
Ci sono ancora parecchi punti di salvaguardia ma evidentemente Allegri ha paura che nella testa di Di Maria & C. si sia insediato un dubbio
Succedono cose che voi umani non avreste mai immaginato. Il Napoli sta per vincere il campionato, il Milan rimette in discussione non tanto il presente quanto addirittura il passato - come è stato possibile che abbia vinto lo scudetto? - e la Juventus lotta per non retrocedere in Serie B. Se non è questo l’Armageddon del calcio italiano ci siamo molto vicini.
Se sul Napoli una certa idea ce l’eravamo fatta e Osimhen ce la conferma a ogni partita, sulla Juventus francamente no. La vera sconvolgente novità del momento è Max Allegri che fa l’abiura galileiana, dichiara il cambio di status, la trasmutazione dell’io bianconero, l’abbandono di qualsiasi ambizione, il denudamento da ogni spocchia, protervia e lusso esibito, ogni presunta nobiltà, per vestirsi francescanamente di un umile saio, nutrirsi di pane e acqua e parametrarsi non più al Real Madrid o al Barcellona, al Chelsea o al Bayern Monaco, bensì alla Cremonese, alla Samp o al Verona. Come si dice in questi casi: vade retro satana! In B andateci voi.
Insomma una nuova consapevolezza per non essere divorati del tutto da un vortice che risucchia ogni sciagura juventina: lo scandalo plusvalenze, gli errori e le smanie di grandezza di Andrea Agnelli, un mercato folle e sbagliato, lo schiaffo a Dybala, la dissipazione di Vlahovic, e giù giù fino alla fantomatica Superlega e l’idolatria pagana di Ronaldo ricoperto di milioni e milioni salvo poi andare a nascondere le carte da troppi occhi indiscreti.
La nuova dimensione è la salvezza fisica e spirituale, la B evitata come la peste bubbonica, è l’ultima linea di difesa prima di un crollo totale e assoluto. Ci sono ancora parecchi punti di salvaguardia ma evidentemente Allegri ha paura che nella testa di Di Maria & C. si sia insediato un dubbio, un tarlo che comincia a bucherellare il tavolo fino a polverizzare le zampe. Nasce da qui una nuova Juventus, che dovrà ripartire non si sa da chi, non si sa come e non si sa nemmeno da dove. In previsione di ulteriori possibili mazzate della giustizia sportiva tra l’altro sarebbe meglio per la Juve puntare più in alto possibile per evitare che poi possa essere scaraventata all’inferno. In maniera irrimediabile. Un po’ come quei film con la canoa sull’orlo delle cascate del Niagara.
Intanto il contrappasso juventino è una pena dantesca, ben più amara di quella classifica povera e pure affettata dalla giustizia sportiva. Una pena che consiste nel dover cedere il passo, per due volte nello stesso campionato, a Silvio Berlusconi, il satana che al culto del denaro e del potere aggiunge anche quello del piacere. Non soldi ma sesso, agli eroi del suo Monza: il Cavaliere aveva promesso nientemeno che un pulmann-bordello come premio partita in caso di vittoria. E come si può pareggiare un premio così? Chi è che riesce nel miracolo della moltiplicazione dei pullman?
E’ proprio vero che la strada della salvezza è lastricata di tentazioni. Del resto Mourinho lo aveva previsto: prostituzione intellettuale!
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