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Quanta Italia nella finalissima

di Alessandro Guerrieri
Quanta Italia nella finalissima

Derby della “Madunina” tra Lautaro (Inter), Theo Hernandez e Giroud (Milan). Nutrita la colonia juventina con tre giocatori, e poi Dybala (Roma) la carta a sorpresa

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Anche se l’Italia di Roberto Mancini ha abbandonato il sogno di partecipare al mondiale qatariota, perdendo con la Macedonia, il nostro movimento è stato comunque ben rappresentato dai 65 giocatori, ovviamente tutti stranieri, che giocano nella nostra massima serie, ai quali vanno aggiunti i 3 militanti in cadetteria, il marocchino Cheddira, il polacco Glick e l’“aussie” Kramaric. Una folta pattuglia, assottigliatasi sì con le progressive eliminazioni delle varie nazionali, ma che comunque rappresenterà il nostro calcio anche nella tanto attesa finalissima tra Argentina e Francia. Saranno infatti ben 7 i calciatori che giocano nella nostra Serie A, molti dei quali attesi protagonisti sul verde prato del “Lusail Stadium” domenica sera.

Derby di Milano – Una folta rappresentativa che darà vita ad una sorta di derby della Madonnina, con vista sulla coppa più ambita, nella partita più importante della carriera. Un Inter–Milan sui generis, nel quale i due rossoneri Theo Hernandez e Giroud, protagonisti di un mondiale con i fiocchi, proveranno a zittire la voglia di rivincita di Lautaro Martinez, partito come probabile stella e poi scivolato in panchina per far posto all’astro nascente Julian Alvarez, del Manchester City, ad appena 22 anni grande protagonista della manifestazione. Il centravanti interista partirà dalla panchina, perfetta arma tattica per risolvere la contesa in corso d’opera. Saranno invece sicuramente titolari inamovibili, con la casacca de “Les Blues” transalpini, Theo Hernandez, lanciato da Deschamps nella formazione tipo dopo il grave infortunio del fratello Lucas nella sfida con l’Australia, e lo stagionato – 36 anni e non sentirli – Olivier Giroud, già a segno quattro volte nel torneo.

La colonia juventina – Per trovare la squadra più rappresentata però bisogna spostarsi di 150 km, andando da Milano a Torino, sponda Juventus. Sono infatti ben tre i giocatori bianconeri impegnati nella finalissima, con la sfida tra il rivitalizzato Rabiot, trasformatosi da brutto anatroccolo a cigno maestoso grazie alle cure di Max Allegri, e il duo argentino composto dal “Fideo” Di Maria e dal centrocampista Paredes.

E proprio Paredes è stato una delle sorprese del mondiale; deludente con la casacca della Juventus, tanto da rischiare il taglio di Scaloni, in Qatar ha riproposto tutte le sue qualità di centrocampista essenziale e geometrico, già mostrate in Italia con la casacca della Roma. E proprio a Roma ci porta il nostro personale giro d’Italia; nella sponda giallorossa della Capitale c’è Paulo Dybala, fin qui una comparsa con i soli 16 minuti giocati nella semifinale vincente con la Croazia. E se alla fine fosse proprio lui a decidere la manifestazione, da perfetto alter ego di quel fenomeno che è Leo Messi?

Gli ex italiani – Oltre ai 7 giocatori che calcano i verdi prati della Serie A, a Losail ci saranno anche delle vecchie conoscenze del nostro campionato; nell’Argentina ci sono il difensore Pezzella, quattro positive stagioni con la casacca della Fiorentina, l’ex Udinese Rodrigo De Paul, il centrale Romero, visto a Bergamo e nella Genova rossoblù, il “Papu” Gomez (Catania, Atalanta) e l’arrembante difensore esterno, altro ex Udinese, Nahuel Molina. Nella Francia troviamo l’ex viola e giallorosso Jordan Veretout, e l’attaccante esterno Kingsley Coman, da giovanissimo in A con la casacca della Juventus. Insomma, tanta, tanta Italia, a testimoniare che il nostro movimento sarà sì in crisi, ma rimane comunque uno dei più accreditati del mondo.


 

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