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Calcio: l'analisi

È vietato anche espellere: i Mondiali della tolleranza

È vietato anche espellere: i Mondiali della tolleranza

Solo un cartellino rosso in 36 partite al Mondiale: record negativo. Tombolini: Il gioco duro soffoca il talento

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Doha «In questo mondiale ho notato diversi cartellini rossi tradotti in giallo. Troppo spesso si lascia correre sulle espulsioni per falli pesanti, e la colpa non è solo degli arbitri, per alcuni falli il protocollo prevede l'intervento del Var». È il commento al metro arbitrale sui falli più gravi al mondiale in Qatar dell'ex direttore di gara, Daniele Tombolini. «Registro una tolleranza che via via si è fatta spazio e i giocatori non si sono tirati indietro. Neymar poi magari non lo vediamo più, vedremo Messi fin quando dura – prosegue – dipende dove vogliamo andare, se verso un calcio tecnico alla Baggio, o se vogliamo il calcio muscolare, allora va bene così».

L’ex arbitro marchigiano ha ragione, e d’altra parte i numeri parlano chiaro: una sola espulsione (il portiere gallese Hennessey) in trentasei partite rappresenta il minimo storico per una fase finale di un campionato del mondo. Per capire: a Italia 90 i cartellini rossi furono 16, a Usa 94 scesero a 15, a Francia 1998 furono 22, nel 2002 in Corea e Giappone 17, a Germania 2006 il record storico con ben 28 espulsi. Che calarono poi a 17 nel 2010, a 10 nel 2014 e quattro nel 2018. Come si vede, una chiarissima tendenza alla tolleranza del gioco duro, fisico a scapito dei calciatori più tecnici che finiscono vittime della “tonnara”.

«In linea generale – sottoline ancora Tombolini – penso che il calcio sia diventato più violento, o meglio, come sport non lo è ma richiede molto dal punto di vista fisico. Diventa così chiaramente una discriminante, di fronte a tanti giocatori dal fisico possente, essere fisicamente come Rivera o Mazzola, oggi durerebbero una stagione».

Picchiare è sempre stata una componente del gioco del calcio: può non piacere, ma fa parte del gioco. Certo, altra cosa è accanirsi scientificamente contro i giocatori di maggiore talento. Neymar, per citarlo ancora, ha subito 9 falli sui 12 compiuti ai danni del Brasile nella partita contro la Serbia. Gli spagnoli Torres e Gavi rispettivamente 8 e 7 falli, Messi è già arrivato a quota 11 in due partite. Sono fioccati i cartellini gialli ma siamo fermi a una sola espulsione, quella del portiere del Qatar, improvvidamente franato su un giocatore dell’Iran lanciato a rete. Altro che tolleranza zero: è il Mondiale dei picchiatori in libertà.l

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