Italia
Con il sole o con la pioggia, dopo il Covid il calcio si torna a vedere sugli spalti
Torna il pubblico, tanti stadi sold out con Milano e Roma che trascinano la rinascita. Nell’ultima giornata di campionato si sono sfiorate le trecentomila presenze
La domenica mi lasci sempre sola: sì, come una volta. Torniamo a urlare, tifare, stare insieme. Partecipare. Le buie stagioni del Covid con gli stadi vuoti, le voci dei giocatori che arrivavano nei nostri salotti, persino il secco rumore della palla al contatto col piede, i decreti dei mille spettatori, poi dei cinquemila sembrano ricordi ormai lontani, ma sono rimasti come ferite sulla pelle della gente del calcio. Che in questa stagione, finalmente senza limitazioni, è tornata a gremire gli spalti, si sarebbe detto una volta. Bella sensazione, anche per l’occhio: nell’ultima giornata di campionato si sono sfiorate le trecentomila presenze allo stadio: tantissime, viste anche le condizioni (purtroppo) di molti dei nostri impianti, che reggono l’anima coi denti. Ma reggono.
I NUMERI
Qualche numero. Milan-Juventus è stata vista live da quasi 76 mila persone. Ce n’erano 61mila per Roma-Lecce, non certo una partita di cartello. 25mila, col tutto esaurito, per il match delle provinciali d’oro, Udinese-Atalanta. Più di ventimila per Bologna-Samp. Insomma, tanti. La media complessiva di presenze in serie A è di poco superiore alle ventinove mila. Tre anni fa, ultima stagione prima della pandemia, erano duemila in meno, l’anno precedente ancora quattromila. E’ tornata la voglia di calcio e non quello visto dal divano: c’è desiderio di stare vicino alla squadra, di cuocere sotto il sole o di bagnarsi con la pioggia: questo è sempre stato il ruolo del tifoso, soffrire anche fisicamente per la propria squadra.
MILANO COMANDA
Milan e Inter hanno vinto gli ultimi due scudetti dopo un secolo di dominio juventino, e l’effetto trascinamento è stato immediato, anche per la politica imposta dai due club che hanno contenuto i prezzi proponendo dei mini-abbonamenti scontati per mettere insieme campionato e Champions. I risultati si sono visto subito: alle partite interne dei rossoneri assiste una media di 72.369 persone, in Europa in pochissimi fanno meglio: il Barcellona con 82mila (ma il Nou Camp ne tiene quasi 100...), il Manchester United con 76 mila nel Teatro dei Sogni. Al dato milanista si avvicina anche il Bayern e l’Inter, che segue a 71.261, numero che replica in carta carbone in Champions League. Milano vicina all’Europa, insomma, come cantava Dalla.
EFFETTO MOU
Ma attenzione a cosa accade dalle parti dell’Olimpico. Tre anni fa alle partite della Roma assisteva una media di 39.300 persone. Nel frattempo dalle parti di Trigoria è arrivato un signore a nome Josè Mourinho: non solo un allenatore ma un capopopolo, un incantatore di serpenti, un arringatore di folle. Adesso i giallorossi portano allo stadio 61 mila persone, un aumento vertiginoso, proprio quello che serviva alla proprietà americana per sigillare la bontà del progetto del nuovo stadio (da 65mila, non a caso). L’effetto capitolino riguarda anche la Lazio, cresciuta fino a 44 mila, mentre lo strarosferico cammino di questa prima parte di stagione ha spinto i tifosi del Napoli la cui presenza sale da 31 a 35mila: il Maradona, fosse tenuto meglio, potrebbe garantire almeno il doppio di presenze, come ai tempi del Divino Pibe. La Fiorentina galleggia sempre sui 33 mila aficionados mentre il crespuscolare momento della Juve si riverbera anche al botteghino: dai 39.700 spettatori pre-Covid agli attuali 37mila.
GERMANIA LASSU’
I tedeschi, si sa, hanno investito miliardi di euro sugli impianti e da quelle parti andare alla partita è una vera e propria esperienza: i 42 mila spettatori di media, sia pure in presenza di un campionato non proprio affascinante, sono il migliore dividendo da incassare. Anche il Inghilterra gli stadi di ultima generazione e la grande tradizione dei club d’oltremanica mantengono a 40mila spettatori la media. La Spagna è ormai vicnissima a noi: a parte Real, Barça, Atletico, Siviglia e qualche enclave del tutto speciale come i Paesi Baschi, l’affluenza di pubblico è paragonabile alla nostra. Fanalino di coda dei cinque maggiori tornei europei è la Francia: Psg.Lione e soprattutto Marsiglia riempiono gli spalti, altrove il sold out è una notizia.l
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