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Corrado Colombo racconta Alvini: «Max è un’eccezione tra tanti allenatori raccomandati»

Tommaso Silvi

	Corrado Colombo ai tempi del Tuttocuoio
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Corrado Colombo ai tempi del Tuttocuoio

L’ex attaccante e gli anni al Tuttocuoio col mister: quella volta che ci portà al lunapark prima del derby con il Pontedera

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PONTE A EGOLA (PISA). Alla vigilia di un derby di campionato. Al primo anno di Serie C nella storia del club. Un allenatore normale penserebbe solo alla tattica. Ma non Max. Genio e imprevedibilità. Il fenomeno di Fucecchio.

DERBY SULLE GIOSTRE

«Arrivammo al campo, ci fece vestire da allenamento e poi ci disse di seguirlo in auto. Ci portò al luna park a Fucecchio. Passammo tutto il pomeriggio sulle giostre. E col Pontedera finì 2-1 per noi». Era l’inizio di novembre di otto anni fa. La storia di Max Alvini ormai la conoscono praticamente tutti. Dai campetti di periferia alla Serie A. La Cremonese ha scommesso su di lui. Aneddoti e racconti sul mister si sprecano. Perché la sua forza sta anche nel non essere “omologato”. Malato di calcio, compattatore di gruppi, motivatore eccezionale.

CLASSE OPERAIA

«La Cremonese ha fatto bene. Si è costruito da solo, non come tanti ex calciatori che oggi allenano solo perché sono raccomandati». A proposito di caratteri particolari, c’è chi fa concorrenza a mister Alvini. Corrado Colombo, 43 anni il prossimo 3 agosto. Una carriera in A con Atalanta, Inter, Sampdoria, Livorno, Ascoli e Brescia. E cinque stagioni al Tuttocuoio – la formazione del paese di Ponte a Egola –, protagonista della storica scalata dalla Serie D alla C. Corrado e Max. Uno la buttava dentro, l’altro dirigeva la squadra come un’orchestra. «Alvini in A è un bellissimo segnale di speranza per il calcio. Perché la sua ascesa parla di meritocrazia», la benedizione di Corra, come lo chiama Alvini.

IL PRIMO INCON TRO

Colombo racconta Alvini. A cominciare dal primo incontro, nella zona industriale del comprensorio del Cuoio. Autunno 2011. L’ex bomber di Serie A cerca squadra, il Tuttocuoio vuole il grande colpo. «Parlammo un po’, poi lui andò al campo sportivo ad allenare i ragazzi. Mi dissero che pensava che non avrei mai accettato, era pessimista. Invece mi innamorai subito del Tuttocuoio», dice Colombo. Mister Max si stava costruendo un nome. Stava scoccando la scintilla che ha acceso la miccia della sua popolarità. Campionato dopo campionato, il mondo del calcio ha iniziato a mettere gli occhi su Alvini. Poi la Serie B con la Reggiana e una retrocessione amarissima, quindi un’altra chance nel campionato cadetto col Perugia e gli spareggi per la Serie A. Ora il punto più alto. L’Olimpo del pallone italiano.

“UNA COSA GROSSA”

«Qualche mese fa, quando ha avuto i primi contatti con la Cremonese – racconta Colombo – Alvini mi ha chiamato. “Corrado, ho una cosa grossa”. Inizialmente mi ha fatto preoccupare, gli ho chiesto se stava bene. Poi ho riconosciuto il tono di voce. So capire quando è felice. “Corrado, c’è la Serie A. Questa volta è grossa davvero, la Serie A”. Era emozionatissimo – ricorda ancora Colombo – e in quel momento lo sono stato anche io per lui». Ma uno che la Serie A l’ha vissuta per anni – come Colombo – si immaginava che il suo allenatore al Tuttocuoio avrebbe scalato i gradini del mondo calcistico fino al Paradiso? «No. Non voglio fare l’ipocrita, e dico la verità. Max si merita tutto perché è cresciuto sempre di più, ha lavorato sulla preparazione tattica, si è aggiornato e ha fatto parlare i risultati. Perché alla fine sono quelli che contano».

IL CONSIGLIO

Una cosa è certa. Per Max Alvini, ora, cambia davvero tutto. Un allenatore di paese in Serie A. Una bella favola. Ma anche un grande rischio. «Non deve snaturarsi – spiega Corrado Colombo –, ma restare fedele alla sua linea. Il calcio ha bisogno di gente genuina come lui, che lavora con la sua passione. Spero che possa sempre divertirsi, mantenere il sorriso nonostante i momenti delicati che sicuramente arriveranno – prosegue l’ex ariete del Tuttocuoio –. Conoscendolo, sono sicuro che il mister saprà superare ogni difficoltà».

LA PREVISIONE

Tra 5 anni Corrado Colombo come si immagina mister Massimiliano Alvini? «Il calcio è strano, le cose cambiano alla velocità della luce. Credo che resterà in Serie A. Chissà se prima o poi porterà ancora i suoi giocatori al luna park. La personalità sicuramente non gli manca. Ve ne accorgerete tutti».
 

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