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Calcio, la “cantera” parla poco spagnolo. È la slovacca Zilina a lanciare più giovani

Alessandro Guerrieri
Il talentino del Genoa Nicolò Rovella
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Il talentino del Genoa Nicolò Rovella

Ecco i club che promuovono i giovani della Primavera. Bene in Colombia e Argentina. Bilbao la prima delle europee. In Italia Genoa e Spezia le più virtuose

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Oggi è sempre più importante poter disporre di un vivaio prolifico, dal quale trarre linfa per rimpolpare la rosa della prima squadre. Purtroppo, non è sempre così, soprattutto in Italia, ed allora diventa davvero interessante l’analitico studio del Cies, il centro studi sul calcio internazionale, sul numero di calciatori che, partendo dal vivaio, arrivano fino alla prima squadra. Lo studio ha analizzato ben 40 campionati di tutto il mondo, tra cui tutti quelli europei e 9 al di fuori del Vecchio Continente.

IN ASSOLUTO

Per trovare la squadra che, in assoluto, più si affida ai giovani usciti dalla propria “cantera” bisogna puntare il navigatore satellitare verso la piccola cittadina – 82.000 abitanti – slovacca di Zilina, la cui prima squadra viaggia nelle alte sfere del proprio campionato. Lo fa impiegando la quasi totalità di calciatori provenienti dal proprio vivaio, ben 23, che hanno giocato l’85,5 % del totale dei minuti. Del resto, che il vivaio dello Zilina sia tra i migliori del vecchio continente lo dice anche il fatto che a febbraio il club slovacco abbia eliminato dalla Youth League, la Champions League a livello giovanile, l’Inter di Chivu. Per trovare la seconda in classifica, invece, dobbiamo volare in Colombia, dove troviamo l’Envigado: sarà l’altezza, è a quasi 1800 metri sul livello del mare, sarà la voglia di affrancarsi tramite il calcio, sta di fatto che la prima squadra del club “cafeteros” è composta da ben 24 atleti usciti dal vivaio, che hanno disputato il 76,4 % dei minuti disponibili. Terzo gradino del podio per gli argentini del Banfield, a testimonianza di quanto nel paese delle Pampas si dia grande spazio ai “canterani”; lo dimostra che tra le prime dieci ci sono altre tre squadre argentine: il Lanus (quinto), il Rosario Central (sesto) e l’Union SanTa Fe (ottavo). Sono invece soltanto tre i club europei; oltre allo Zilina, troviamo gli ucraini della Dinamo Kiev e gli spagnoli dell’Athletic Bilbao, la prima tra i club della cinque leghe più importanti del mondo.

LE BIG 5

Limitando l’analisi soltanto ai cinque campionati più importanti del mondo (Premier League, Bundesliga, Liga, Ligue 1 e Serie A), si nota che la percentuale dei giocatori cresciuti nel vivaio si abbassa drasticamente, tanto che l’unica delle 116 squadre militanti in questi tornei ad avere una percentuale di giocatori usciti dal proprio vivaio superiore al 50-55,8% per la precisione - è l’Athletic Bilbao. Una bella storia, quella del club biancorosso, che da sempre utilizza soltanto i giocatori baschi, una mosca bianca in un calcio sempre più globalizzato e, ciò nonostante, disputa sempre campionati eccellenti, pur potendo di fatto contare su un bacino di utenza di poco più di 2 milioni di persone, appunto gli abitanti dei paesi baschi. A testimoniare che il campionato più attento alla “cantera” sia la Spagna lo testimoniano anche il secondo posto della Real Sociedad, altro club basco, ed il terzo del Celta Vigo. Alle spalle delle tre spagnole, un altro tris, stavolta di squadre francesi, composto da St-Etienne, Montpellier e Lione, tutte con una percentuale di minuti giocati attorno al 35%. La prima tedesca, settima in assoluto, è il Mainz, mentre per trovare la prima inglese, il Manchester United bisogna scendere alla posizione numero 12, due posti davanti alla migliore delle italiane, il Genoa che è di gran lunga la prima delle squadre della nostra Serie A tanto che, con il 23,9% dei minuti giocati dai “canterani”, precede nettamente la seconda in classifica, lo Spezia, fermo al 14,8%.

Genoa e Spezia le virtuose con Rovella, Kallon e gli altri. L’Udinese parla straniero

Lo studio conferma l’allergia delle nostre squadre a lanciare i giovani del vivaio; ci sono ben tre squadre nelle cui rose di non c’è neanche l’ombra di un “canterano”. Quali sono? Il Venezia, il Bologna e l’Udinese. Lo dimostra anche la formazione schierata da Cioffi, nella vittoriosa trasferta di Firenze, con appena due italiani utilizzati, il portiere Silvestri ed il rampante Udogie.

Genoa virtuoso. Detto delle “pecore nere”, lo scettro di squadra che più utilizza giocatori provenienti dal proprio settore giovanile è il Genoa; a disposizione di Blessin ce ne sono ben 8, che hanno giocato il 23,8 % dei minuti complessivi. Qualche nome? Dagli esperti Criscito e Sturaro, ai ben più giovani Rovella, già promesso alla Juventus, Kallon e Cambiaso. Secondo gradino del podio per un’altra ligure, lo Spezia; vero che a disposizione di Thiago Motta ci sono solo tre ragazzi usciti dal vivaio, tra i quali spiccano Bastoni e Maggiore, Terzo gradino del podio per il Sassuolo, il cui vivaio negli ultimi anni si sta proponendo come uno dei più floridi d’Italia. Al quarto posto ecco la prima della big, la Roma, i cui ex primavera giocano il 14 % dei minuti disponibili, con la perla di quell’autentico campione che è Lorenzo Pellegrini.

Le altre big. Nonostante gli ingenti investimenti nel settore giovanile, nelle rose delle altre grandi i calciatori usciti dal vivaio sono davvero pochissimi. Nella Juventus i “canterani” hanno giocato soltanto il 2,6 % dei minuti disponibili, quasi tutti da Kean, qualcuno da Rugani, percentuale che si alza al 3,6 % dell’Inter, tutti di Di Marco. La Lazio ha un solo giocatore, Cataldi, per il 4,2 % dei minuti, il Napoli, sale al 6 %, grazie al quasi sempre presente Insigne, il Milan, con Calabria al top, arriva al 7,3 %.

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