Il colpaccio di Diego Ulissi nell’acuto “brucia” Fedeli
Dopo aver tentato di lanciare l’attacco del compagno di squadra Hirschi dà l’impressione di voler gettare la spugna, ma poi si rinfranca e trova il guizzo
LARCIANO (PISTOIA). Diego Ulissi può ormai essere considerato un collezionista di classiche del ciclismo toscano. Dopo il Gran premio Industria e Commercio di Prato 2010, la Coppa Sabatini 2013, il Gran premio Camaiore 2014, il “suo” Gran premio Costa degli Etruschi a Donoratico 2017, ieri è arrivata la vittoria nel 44° Gran premio Industria & Artigianato Larcianese. Un record invidiabile per il trentatreenne ciclista di Donoratico, alla quarantaseiesima affermazione tra i professionisti e con un palmarés reso pregiato dalle otto tappe vinte al Giro d'Italia e dal doppio successo nel campionato mondiale Juniores 2006 e 2007.
Il trionfo di Ulissi è maturato nel finale quando, lungo l'ultima ascesa della rampa maligna del Fornello, ha tentato di lanciare l'attacco del compagno di squadra Hirschi con una tirata terrificante, al termine della quale si è sfilato dal gruppo dei 14 battistrada, quasi fermandosi sul lato sinistro della strada e dando addirittura l'impressione di voler gettare la spugna. Ma così non è stato, poiché Hirschi si è portato alla ruota lo scomodo francese Edet e Ulissi è rimasto agganciato al gruppetto inseguitore, pilotato da un Vincenzo Nibali pimpante. Sul falsopiano verso il Gran premio della Montagna San Baronto i due battistrada sono rimasti a tiro degli inseguitori e in fondo alla discesa di Lamporecchio la loro fuga è naufragata. Nemmeno il tempo di tirare il fiato che un Ulissi completamente rinfrancato ha lanciato la sfida, sorprendendo tutti all'infuori di Fedeli e Meurisse, che ha poi battuto agevolmente allo sprint sul traguardo gremito di spettatori.
È questo il succo di una corsa che non ha tradito le aspettative e che, oltre ad Ulissi, ha evidenziato un Nibali in crescita, un Fedeli in maglia azzurra convincente ma afflitto per la quasi certa dissoluzione del suo team, la Gazprom, di management russo ma con atleti e staff tecnico ucraini. In luce pure l'esperto Brambilla e il neoprofessionista Tiberi, cresciuto in Toscana e che finora è stato di gran lunga il migliore dei giovani (si è classificato 5° alla Settimana di Coppi & Bartali).
122 sono stati gli atleti al via, in rappresentanza di 21 squadre. Il tentativo più interessante nei sei giri pianeggianti è stato quello operato da Belleri, Malvasi, Masotto, Sens e Freddi, vanificato al 130° chilometro. Il gruppo poi si fraziona durante i passaggi sulla rampa del Fornello, Hirschi e l'eritreo Tesfasion sono i più intraprendenti, insieme a Brambilla e Haga, ma nel finale emerge un Ulissi imbattibile. Sul podio della premiazione il vincitore ha espresso la sua gioia e ha avuto un pensiero per lo sfortunato Sonny Colbrelli: «Sono fin troppo consapevole di ciò che Sonny sta vivendo. Gli ho detto di non abbattersi, di essere fiducioso che questa vicenda possa risolversi senza precludergli il prosieguo dell'attività ciclistica».
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